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Ticket sanità, ministri al lavoro per evitare maxi aumenti da due miliardi

Disinnescare la ‘mina’ di due miliardi in più per visite specialistiche ed esami dal primo gennaio 2014, da far pagare ai cittadini che già nel 2012 hanno speso di tasca propria per i ticket quasi 4,5 miliardi tra farmaci e cure nella sanità pubblica. È l’ipotesi cui sta già lavorando il governo guidato da Enrico Letta, che ha rassicurato le Regioni, spiegando di essere impegnato a “eliminare lo scatto dei ticket”, e su cui si sono già confrontati nei giorni scorsi il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni.

La volontà “forte” da parte della nuova titolare della Salute c’è, perchè vanno evitate altre misure “insostenibili” per i cittadini (l’aumento costerebbe a testa, per i non esenti, circa 350 euro in più), come avrebbe argomentato Lorenzin col suo collega di via XX Settembre. Ora si tratta di vedere se in effetti anche i ‘conti tornano’.
Ma il lavoro, secondo quanto ha appreso l’Ansa, sarebbe già a buon punto e dovrebbe essere imperniato sulle cifre indicate dal Documento di programmazione di economia e finanza 2013, che ha rilevato, ma ancora a preconsuntivo, una riduzione di spesa sanitaria per il 2012 di 2,7 miliardi rispetto alle ultime previsioni. Risorse che potrebbero andare a ‘coprire’ i due miliardi messi a bilancio per il 2014 dall’allora ministro dell’Economia Tremonti, che aveva previsto i nuovi ticket con la manovra estiva 2011. Peraltro il Def aveva registrato anche lo stop arrivato dalla Consulta allo strumento del regolamento con cui andavano introdotti. Se si troverà la quadra la nuova copertura andrà quindi scritta o con la prossima legge di stabilità oppure anche nel Patto per la Salute, sul quale si cominciano a registrare primi segnali di ‘disgelò tra governo e Regioni. La conferma di questa strada arriva proprio dal ministero della Salute. “In sede di predisposizione della legge di bilancio 2014-2016 non potrà che essere rideterminato il livello del finanziamento del SSN per l’importo di due miliardi dal 2014”, ha assicurato Lorenzin spiegando che la misura diventa necessaria proprio alla luce di quella sentenza della Corte Costituzionale. E Lorenzin intende ora anche riaprire i lavori per un nuovo patto per la Salute, all’interno del quale si definiscono e sanciscono le strategie con le Regioni.

Intanto Letta ha garantito ai governatori la disponibilità a istituire una commissione governo-Regioni sui ticket, anche perchè, se anche si riuscisse nell’immediato a scongiurarne l’aumento, non è del tutto archiviata l’ipotesi, già avanzata dall’ex ministro Renato Balduzzi, di riformare completamente il sistema della compartecipazione da parte dei cittadini alla spesa sanitaria. L’idea di Balduzzi era quella di rimodulare i ticket introducendo una ‘franchigià (oltre la quale l’accesso al Servizio sanitario diventerebbe gratuito), basata sul reddito o sull’Isee (anche questo indicatore in attesa di completare la riforma).

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