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L’impero della sanità di Giuseppe Rotelli

Un colosso da oltre 5 mila posti letto e circa 15 mila dipendenti, concentrati per la quasi totalità in Lombardia, per un fatturato di circa 1,4 miliardi di euro. È questa l’estensione dell’impero di Giuseppe Rotelli, patron del gruppo ospedaliero San Donato e presidente dell’ospedale San Raffaele di Milano, morto oggi all’età di 68 anni. La galassia di strutture che ne fanno parte – 19 ospedali, di cui 18 in Lombardia e uno in Emilia Romagna, a Bologna (da 279 posti letto) – serve circa 4 milioni di pazienti.

Rotelli ha fondato il gruppo ospedaliero San Donato che, con 17 stabilimenti in Lombardia, di cui due istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, e 1 in Emilia Romagna, 3.956 posti letto, 9.428 addetti di cui 2.477 medici specialisti, è leader in Italia, e tra i primi gruppi ospedalieri d’ Europa.

Duecentomila i ricoveri ogni anno, più di 2 milioni i pazienti seguiti negli ambulatori.
La stragrande maggioranza degli oltre 5 mila letti è accreditata con il Servizio sanitario nazionale. È nella regione governata da Roberto Maroni che il suo gruppo domina la scena. Solo nelle strutture del gruppo ospedaliero San Donato, senza contare dunque il San Raffaele, si concentrano l’8% dei posti letto della regione Lombardia e il 9% del valore dei ricoveri ordinari dell’intero sistema ospedaliero regionale, nonché il 12,1% del fatturato della Lombardia per i ricoveri provenienti da altre regioni (mobilità attiva).

In totale, il gruppo San Donato (che è presente in tutte le principali province lombarde: Milano, Monza, Como, Pavia, Bergamo, Brescia) eroga ad oggi il 26,7% dei ricoveri ordinari delle aziende di diritto privato accreditate con il Servizio sanitario regionale lombardo. Nella galassia che ruota intorno a Giuseppe Rotelli, sono solo due le strutture non accreditate: la casa di cura La Madonnina di Milano (131 posti letto) e la casa di cura Città di Milano (110).