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Sanità lombarda, ex direttore nei guai: “Favorì le cosche della ‘ndrangheta”

Milano, Si contesta anche l’aggravante di aver favorito la ‘ndrangheta in Lombardia a Pier Luigi Sbardolini, ex direttore amministrativo prima dell’ospedale San Paolo di Milano e poi di quello di Chiari, da qualche giorno agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di tangenti nella sanità lombarda, che quattro mesi fa ha portato all’arresto di Massimo Guarischi.

A contestare l’aggravante a Sbardolini è stato lo scorso 24 aprile il pm Gittardi durante un interrogatorio ora depositato agli atti dell’indagine. La procura lo ha accusato di turbativa d’asta e corruzione e di aver favorito le ‘ndrine anche per l’appalto relativo ai servizi infermieristici nel reparto riservato ai detenuti di Opera al San Paolo.

La vicenda è un nuovo capitolo dell’inchiesta sulle mazzette in sanità. Era già venuta a galla nell’indagine Infinito, quella che tre anni fa ha decapitato le cosche nel Nord Italia. L’aggiudicazione della gara, bloccata in extremis, aveva visto come protagonista l’ex direttore generale della Asl di Pavia Carlo Chiriaco, condannato in secondo grado a 13 anni di carcere, e ritenuto il trait d’union tra i boss e la politica locale.

Come emerge dall’interrogatorio dello scorso 24 aprile, Sbardolini fino al luglio del 2010 avrebbe ”ricevuto la promessa di utilità costituita dall’ appoggio al fine della nomina a direttore generale” da parte di Chiriaco per ”compiere atti contrari ai doveri d’ufficio con riferimento alla procedura negoziata per l’affidamento dei servizi infermieristici presso la casa di reclusione di Opera da parte dell’azienda ospedaliera San Paolo”. E questo con ”l’aggravante di aver commesso il fatto” con lo scopo ”di favorire l’associazione di stampo mafioso denominata ‘ndrangheta” delle locali di Milano e Pavia rappresentata da Chiriaco e da Cosimo Barranca, condannato in secondo grado a 12 anni.

La gara avrebbe dovuto essere vinta dalla Cooperativa Fatebenefratelli, vicina a Chiriaco e alla commercialista di Pavia, ritenuta allora a lui vicina, Roberta Quadrelli, ma è saltata per via della maxi-operazione ‘Crimine-Infinito’ che il 13 luglio 2010 portò a oltre 300 arresti tra Milano e Reggio Calabria.
Sbardolini, come si legge nel verbale, ha però ribadito di non sapere che Chiriaco, al quale ha negato di aver fatto ”piaceri”, fosse ”un componente della ‘ndrangheta”, e ha aggiunto di non conoscere Barranca.

Il pm ha contestato a Sbardolini sempre i reati di corruzione e turbativa d’asta in relazione alla ”fornitura del service di emodinamica” per l’azienda ospedaliera di Chiari. La vicenda dell’appalto per i servizi infermieristici è stata esclusa dall’accordo con la Procura in vista della richiesta di patteggiamento di Sbardolini.

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