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Lodi: permessi sanitari dietro tangenti, arrestato funzionario Asl

Lodi, Chiedeva ”rimborsi” in denaro contante, in cambio dell’autorizzazione sanitaria all’esercizio commerciale. Per questo i militari della Guardia di finanza di Lodi hanno arrestato, con l’accusa di concussione per induzione, un ispettore della Asl locale, risultato complice di altri due colleghi gia’ finiti precedentemente in manette.

L’arresto – effettuato, come informa una nota, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Lodi su richiesta della locale procura della Repubblica – e’ stato eseguito dai militari mentre il funzionario – in forze al Servizio igiene alimenti e nutrizione (Sian) – si trovava nel suo ufficio della Asl di Lodi.

L’operazione di Polizia, inquadrata nell’ambito di una piu’ vasta iniziativa finalizzata alla repressione degli illeciti perpetrati ai danni della Pubblica amministrazione e della Spesa pubblica, costituisce ulteriore tappa di un’indagine che aveva gia’ permesso alle Fiamme gialle di arrestare in flagranza di reato e sempre per concussione, altri due ispettori della stessa Asl, impiegati presso il medesimo Sian, che hanno gia’ patito diversi mesi di carcerazione preventiva.

Allo stato, le indagini hanno permesso di accertare che tutti e tre gli ispettori, incaricati di controllare che ristoranti, rosticcerie, bar, pasticcerie e esercizi simili rispettassero la normativa relativa alla somministrazione di alimenti e bevande, avevano l’abitudine di ”convincere” i titolari a effettuare ”rimborsi” per mezzo di denaro contante a fronte della consegna di documenti previsti dalla normativa sanitaria, che gli esercenti avrebbero dovuto compilare e che i funzionari si offrivano di procurare.

La mancanza di tali documenti, infatti, avrebbe comportato l’irrogazione di importanti sanzioni pecuniarie che gli ispettori avrebbero potuto irrogare e che gli imprenditori avrebbero dovuto pagare. L’adesione ai ”rimborsi spese” loro proposti, tra l’altro, evitava agli esercenti di essere sottoposti a reiterati controlli sia dal funzionario ora tratto in arresto sia dagli altri suoi colleghi gia’ sottoposti a procedimento penale.

I tre, tra l’altro, avevano nei fatti concordato una specie di spartizione del territorio lodigiano creando quelle che – scrivono i finanzieri – si potrebbero a ragione definire come autonome ”riserve di caccia”. L’arrestato, un 47enne, dopo i foto-segnalamenti di rito e’ stato condotto nella sua abitazione milanese dove dovra’ permanere agli arresti domiciliari.

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(ASCA)