Federazione Sindacati Indipendenti

Riorganizzazione distretti, la protesta della FSI e dei lavoratori Asl

Il Sindacato FSI e i Lavoratori Asl sul piede di guerra. Al centro delle proteste la riorganizzazione delle risorse umane, economiche e logistiche dei distretti sanitari. Una procedura cominciata due mesi fa con il distretto Brianza e la chiusura del Sert di Erba.

Giovedì 11 luglio è stato organizzato dalla FSI rappresentata da Walter Tomassini, dalla R.S.U e altre OO.SS. un presidio di protesta a cui hanno partecipato una sessantina di persone

Orari di lavoro stravolti, uffici spostati da un comune all’altro, carenza di personale e problemi per i cittadini, costretti loro malgrado a subire le scelte dell’Asl. Le decisioni unilaterale dell’azienda stanno creando disagi fra gli addetti al comparto, specie quelli destinati ai servizi di prevenzione e tutela della salute, tossico dipendenze, tecnici amministrativi e la commissione per l’accertamento delle invalidità civili.

«Fino ad oggi non siamo stati interpellati su nessuna scelta – ha affermato il sindacato – dalle dichiarazioni rilasciate dai vertici dell’ Asl agli organi di stampa si evince come non si voglia vedere, nella protesta dei lavoratori, le reali motivazioni di disagio e stress lavorativo».

Dal 2009 il settore del pubblico impiego non riceve adeguamenti contrattuali con una perdita di potere d’acquisto dell’8%. Una busta paga diventata ancora più sottile a causa delle decisioni della direzione: «il continuo spostamento da una sede all’ altra per garantire servizi con una coperta troppo corta pesa anche in termini economici.

Da tempo sottolineamo che le scelte aziendali hanno fortemente ridimensionato il comparto, mentre è rimasto pressoché invariato il numero della dirigenza. Le grosse difficoltà che si trovano ad affrontare i pochi operatori rimasti nei servizi di front-office, prevenzione e infermieristici ne sono la prova».

Insieme ai lavoratori vengono danneggiati pure i cittadini:« Sono colpiti i settori a contatto con l’utenza che, di conseguenze, viene penalizzata a sua volta» spiega Walter Tomassini, Federazione sindacati indipendenti. «oggi dopo il presidio abbiamo avuto un incontro con l’azienda – ha commentato il sindacalista – ci siamo lasciati con l’intento di riallacciare un percorso. Lo stato di agitazione comunque permane, non abbiamo modificato il nostro atteggiamento».

[Andrea Quadroni, ecoinformazioni]