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Lombardia – Ancora grave la situazione posti di lavoro

Milano – Chi si aspettava di poter riscontrare almeno un leggero miglioramento dalla crisi che ormai da tempo ha colpito il nostro Paese si è dovuto ricredere fortemente e anche ora che ci troviamo nella seconda metà di questo 2013 il problema lavoro continua a essere vivo. Tra le zone che continuano a soffrire fortemente per questa emergenza c’è così anche la Lombardia dove per ora nemmeno le prime misure introdotte dal Governatore Maroni hanno portato reali miglioramenti.

A testimoniare il problema c’è proprio un’elaborazione realizzata da Uecoop che si basa su dati Istat che ha spiegato attraverso i numeri l’entità della situazione: tra il 2011 e il 2012, infatti, il numero dei disoccupati in Lombardia è cresciuta di oltre 84 mila unità passando da 261.417 a 346.055 con un balzo del 32,4%. Se poi si prendono come riferimento i primi trimestri di ogni anno dal 2011 a oggi la progressione è ancora più impressionante: da 274.380 a 367.310 fino ai 406.930 di gennaio-febbraio-marzo, con un aumento del 48%.

Il problema non sembra essere minore nemmeno per chi può contare su un titolo di studio che potrebbe magari permettere di aspirare a un’occupazione di migliore qualità: in Lombardia, sul totale dei disoccupati risulta stabile intorno al 12% il peso dei laureati, mentre quello dei diplomati sale dal 41 al 44%. Diminuisce invece l’incidenza di chi ha una licenza media (da 38,9 a 37,7% nel 2012) e di scuola elementare (da 8,1 a 6,3%). In generale si mette in evidenza comunque indipendentemente dal livello di istruzione una crescita della disoccupazione.

Altro dato allarmante che si può sottolineare dall’indagne è poi il fatto che non sembra esserci nemmeno una zona particolare della regione che non è stata toccata dalla crisi: a Bergamo, ad esempio, dal 2011 al 2012, il numero dei disoccupati è aumentato di oltre il 65% (da 20.200 a 33.466) , in Brianza hanno avuto un balzo del 52,5% (da 20.559 a 31.358), a Pavia del 59,3% (da 12.385 a 19.732) e a Lodi del 44,7% (da 6.010 a 8.696). Tutti valori al di sopra dell’incremento regionale del 32,4%.

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