Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità: 1,4 miliardi per saldare i fornitori e azzerare il debito

VENEZIA. Un miliardo e quattrocento milioni iniettati alla boccheggiante economia veneta. Per saldare gli arretrati alle imprese fornitrici della sanità. Per azzerare i debiti accumulati dalle Ulss. È il coniglione che spunta dal cilindro del governatore Luca Zaia, lesto a diffondere la lieta novella in una conferenza stampa improvvisata all’ombra dell’aeroporto di Tessera. L’operazione – prevista da una deliberata approvata dalla giunta regionale – è resa possibile dalla legge 64 voluta dal Governo Monti: alle Regioni titolari di risparmi “congelati” presso la Tesoreria Unica per effetto del Patto di stabilità, è offerto un prestito pubblico proporzionale all’entità dei loro risparmi e vincolato all’esclusivo pagamento dei creditori. In cifre: il Veneto, che dispone di un tesoretto “intoccabile” pari a 1,312 miliardi retribuito all’1%, ha acceso un prestito pressoché equivalente, diviso in due tranche: 700 milioni subito, altrettanti tra sei mesi.

Li rimborserà in venticinque anni, scontando un tasso passivo del 4%. «È il solito Stato usuraio», brontola Zaia «in altri tempi l’avremmo mandato a quel paese, ma oggi la crisi morde le nostre imprese e i loro dipendenti, sono loro la nostra priorità. Siamo in una situazione di eccezionale gravità e per pagare i debiti abbiamo accettato di sostenere un aggravio di interessi di venti milioni l’anno. Lo facciamo per i nostri imprenditori; portiamo a casa i soldi per loro e i lavoratori, poi ce la vedremo con Roma». Ma quando saranno erogati i quattrini? «Presto, prestissimo. Tra qualche settimana inizieremo a saldare le fatture, con precedenza a chi attende da più tempo, e nel giro di alcuni mesi pagheremo tutti».

L’iter, in effetti, si annuncia rapido. Oggi stesso il presidente della commissione sanità, Leonardo Padrin, porrà in discussione la delibera che potrebbe approdare in aula a metà della prossima settimana ed essere convertita in legge. Sospiro di sollievo per chi aspetta la retribuzione del proprio lavoro tanto più che, in attesa del versamento degli arretrati, la legge regionale varrà come «debito garantito» nei confronti del sistema bancario.

Nel frattempo plaude Assobiomedica (Confindustria), il cui presidente, Stefano Raimondi, parla di «gesto significativo, d’esempio per le altre Regioni»». Critico invece il consigliere Claudio Sinigaglia, l’esperto di sanità del Pd: «È un giochino contabile che, nel suo stile più classico, Zaia spaccia come una “mossa storica” della sua amministrazione. In realtà si tratta di una iniezione di soldi freschi che arrivano in soccorso del Veneto da parte di un Governo che peraltro il presidente leghista avversa. Ma queste risorse la Regione dovrà restituirle, quindi l’enfasi di Zaia è, come sempre accade, fumo negli occhi».