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Muos, Istituto superiore di sanità: “Limiti per protezione salute umana rispettati”

CATANIA – «Nessun pericolo per la salute». La relazione conclusiva dell’Istituto superiore di Sanità esclude l’impatto negativo dei campi elettromagnetici generati dalle antenne del sistema radar Muos degli Usa a Niscemi. «I risultati delle misure sperimentali effettuate dall’Ispra», si legge in una nota, «indicano che tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura».

LA RELAZIONE – «L’impatto delle antenne presso la stazione Nrtf», si legge nella relazione del 12 luglio di cui l’Ansa ha preso visione, «può essere considerato separatamente da quello delle antenne attualmente in funzione». Secondo lo studio «non sono prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici» e «anche nell’ipotesi, poco probabile, di un puntamento delle antenne paraboliche a livello del terreno, o comunque nelle direzioni di persone che potrebbero essere esposte al fascio principale, si ritiene che tali rischi possano essere considerati del tutto trascurabili». Per quanto riguarda le possibili interferenze su apparecchiature elettromedicali «non sono prevedibili particolari problemi, connessi alla messa in funzione delle antenne Muos in quanto i livelli di campo elettrico nei luoghi dove è possibile la
presenza di tali apparecchiature sonoinferiori a 0,6 V/m, compatibili quindi con i normali livelli di campo elettromagnetico di fondo». Nessun rischio, prosegue la relazione, anche per dispositivi come «pacemaker e defibrillatori cardiaci impiantati». Tuttavia, l’Istituto superiore di Sanità sottolinea che «la natura puramente teorica delle valutazioni qui riportate impone comunque la necessità di verifiche sperimentali, successive alla messa in funzione delle antenne del sistema Muos, qualora quest’ultime vengano affettivamente installate».

IL PERITO – Parere assai diverso da quello del docente universitario Marcello D’Amore, perito nominato dal Tar, che al contrario aveva riferito ai giudici che «il campo elettromagnetico irradiato dal Muos può produrre effetti biologici sulle persone esposte; interferenze elettromagnetiche in apparecchiature elettroniche, strutture aeroportuali e aeromobili; effetti sulla biocenosi e sulla fauna del Sito di importanza comunitaria Sughereta di Niscemi». Il Tar, pur non entrando nel merito, aveva così respinto le richieste di sospensiva presentate con due ricorsi del ministero della Difesa contro la Regione che aveva arrestato i lavori per il Muos.

AMBASCIATORE USA – «Quello che stiamo facendo a Niscemi è una cosa che abbiamo deciso con il governo italiano e anche con il governo siciliano. Spero che si possa trovare un modo per andare avanti». E’ quanto aveva riferito, intervenendo a Gela per commemorare il 70esimo anniversario dello sbarco alleato in Sicilia, l’ambasciatore Usa in Italia, David Thorne, commentando la scelta del Tar di confermare lo stop ai lavori.

M5S – Sulla vicenda era intervenuto anche il Movimento 5 Stelle: «Riteniamo incompatibile con il dettato costituzionale la costruzione del Muos e il potenziamento della base Usa di Niscemi. Riteniamo la sentenza del Tar un primo passo per la riappropriazione di quella sovranità nazionale sulle politiche di difesa, per troppo tempo appaltata al governo e alla forze armate degli Stati Uniti». Ma la situazione, in seguito al parere dell’Istituto superiore di Sanità potrebbe ora rapidamente mutare.

Valeria Catalano

Corriere