Federazione Sindacati Indipendenti

Sciopero sanità, adesione del 70%

E’ del 70% l’adesione allo sciopero della sanità in corso: il dato è stato reso noto dal cartello intersindacale che riunisce la maggior parte delle sigle che hanno partecipato alla protesta. Lo sciopero nazionale riguarda 115 mila medici e veterinari dipendenti del Servizio sanitario e anche di 20mila dirigenti sanitari, amministrativi, tecnici e professionali del Ssn.

Possibili disagi, quindi, per i cittadini negli ospedali e negli ambulatori. Gli operatori, per protesta contro i tagli pesanti, per il blocco del turnover e del contratto, incroceranno le braccia per quattro ore all’inizio di ogni turno. Potranno saltare gli interventi programmati, le visite e gli esami diagnostici negli ospedali e nei servizi territoriali pubblici. Secondo le stime dei sindacati potrebbero saltare circa 500mila controlli specialistici e 30mila interventi chirurgici ma saranno ovviamente garantite le prestazioni essenziali e quelle di emergenza e urgenza. Ma lo stop riguarderà anche i veterinari che fermando i controlli bloccheranno le macellazioni dei capi di bestiame, migliaia di bovini, suini e ovini. Così come non ci saranno i consueti controlli per la sicurezza alimentare nei mercati ittici e in quelli ortofrutticoli. Previsto in mattinata anche un sit-in di protesta in camice bianco davanti all’ingresso della sede del Ministero dell’Economia.

Lorenzin, lavoro per riqualifica professioni – “Non entro nel merito delle trattative per il rinnovo del contratto dei medici, che rientra in un quadro più ampio che è quello del contratto del pubblico impiego per il quale c’è un blocco. Punterei piuttosto l’attenzione sul cosiddetto rinnovo a costo zero”. Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in visita all’ospedale israelitico, a proposito dello sciopero dei medici in corso oggi. “Da questo punto di vista ho incontrato le parti sociali e sto lavorando per avviare almeno in questo settore una riqualificazione della professione che credo sia necessaria anche per non svilire la funzione sociale della professione medica e delle professioni ad essa collaterali”.

ansa