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Un corvo all’Agenzia delle Entrate, inviate mail false dai server del Fisco

Agenzia delle Entrate sotto attacco hacker? È quanto iniziano a chiedersi nella sede del fisco, dopo che, nel giro di 13 mesi si sono verificati già tre episodi. L’ultimo in ordine di tempo ha coinvolto la Guardia di Finanza, che con l’Agenzia delle Entrate collabora quotidianamente: ebbene, una mail perfetta riproduzione di quella che le Fiamme Gialle inviano quotidianamente ai loro contatti, è partita raccontando il coinvolgimento di sette funzionari della Guardia di Finanza, rei di aver gonfiato le dimensioni degli accertamenti per incassare bonus lucrosi a fine anno. Ovviamente la notizia è falsa, ma inizia a serpeggiare un po’ di inquietudine tra coloro che combattono quotidianamente l’evasione fiscale.

Poco più di un anno fa, il primo episodio: nel giugno scorso, una mail, partita dagli uffici del Fisco, con il logo e la formattazione tipica delle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, annunciava una presa di distanze del Fisco stesso dal direttore dell’accertamento, Luigi Magistro. Il comunicato, infatti, recitava che “in merito ad alcune recenti voci, per altro non ufficiali, circolanti nell’ambito dei mezzi di informazione e relative ad una presunta indagine a carico del direttore centrale Luigi Magistro, l’Agenzia delle Entrate dichiara di essere totalmente all’oscuro di qualsivoglia comportamento illegittimo dei suoi funzionari. Tali ipotizzati comportamenti delittuosi riguarderebbero presunte fughe di notizie dalla Procura di Napoli astrattamente veicolate dal summenzionato direttore centrale verso alti dirigenti del ministero dell’Economia e delle Finanze”. Perfetto sia nel linguaggio che nel layout, il comunicato ha tratto in inganno molti, nonostante l’irreprensibile passato di Magistro.

Passa qualche tempo e l’hacker ritorna all’attacco. Crea una falsa mail che arriva a tutti i dipendenti di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate contenente minacce provenienti dal Movimento Cinque Stelle. Ovviamente, ancora un falso. Ma fatto talmente bene da costringere il direttore Attilio Befera a convocare una riunione di emergenza per cercare di capire come prendere queste minacce. Ora, il terzo episodio. E c’è già chi si interroga se, dietro alle mail, non ci sia il desiderio di destabilizzare istituzioni che, soprattutto nell’ultimo periodo, sono spesso state sotto i riflettori. La procura di Roma, nel frattempo, apre un’inchiesta per cercare di vederci chiaro: intanto, è necessario scoprire chi si nasconda dietro queste “intrusioni”. E poi, soprattutto, bisogna accertare qual è il movente che si cela dietro questa vicenda.

di marco scotti affari italiani