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cresce la donazione di organi in Sicilia in 7 anni +300%

In Sicilia negli ultimi sette anni sono cresciute del 300% le donazioni di organi. Cifre significative che descrivono una totale inversione di tendenza, un percorso maturato nel corso degli anni rispetto alla sensibilita’ verso questo tema. Nei primi sei mesi del 2013 sono 56 i donatori effettivi che si sono registrati nell’isola.

Nel 2012 la media dei donatori e’ stata del 18,6 per milione di abitanti contro un 22,1 nazionale. E sempre lo scorso anno sono stati effettuati 82 trapianti di fegato, 126 trapianti di reni, 13 di cuore, 11 di polmone e circa 20 di reni da donatore vivente. Fondamentale l’azione del Centro regionale trapianti sia sul fronte sanitario sia sul fronte delle campagne di comunicazione con i cittadini. Buoni risultati per la Sicilia tristemente abituata a primati non positivi.

“Il trend nazionale – spiega Vito Sparacino, coordinatore regionale del Centro Regionale Trapianti, nel corso di un forum all’Italpress – ha registrato un incremento fino al 2006-2007 poi i valori si sono mantenuti stabili ed in alcuni momenti si sono registrate delle diminuzioni. Mentre in Sicilia, il processo di incremento si e’ avuto a partire proprio dal 2006. Il sistema e’ di gran lunga migliorato in questi anni, anche se ci sono ampi margini di miglioramento su cui lavorare. Questo anche grazie al Centro Trapianti che ha individuato le criticita’, cercando di migliorare l’accoglienza e offrendo assistenza psicologica ai familiari che si trovano a dover compiere questa scelta, sia dal punto di vista medico intervenendo nella catena che si attiva quando viene segnalato un donatore per rendere il processo piu’ fluido, veloce e rapido”.

“Proprio su questi fronti – continua Sparacino – abbiamo lavorato per far rispondere al meglio il sistema che molto spesso non risponde ne’ bene, ne’ sempre, ne’ in tempi rapidi”.Ma guardiamo da vicino a quelli che sono certo dei fattori di resistenza ancora presenti che si manifesta nelle opposizioni da parte dei familiari all’espianto di organi che potrebbe essere una ”opportunita’” per un’altra persona: “Partivamo da un tasso di opposizione del 67% qui in Sicilia contro una media nazionale del 30% – sottolinea Sparacino -. Oggi siamo arrivati al 44%, ancora c’e’ molto da migliorare pero’ non possiamo negare che si e’ intrapreso un percorso”.

I motivi di questa situazione? “Vanno ricercati nel rapporto conflittuale che spesso si instaura con il sistema sanitario e poi la mancanza di chiarezza comunicativa anche da parte dei medici. Comunicare in modo credibile, chiaro non sempre e’ facile anche perche’ le condizioni in cui ci si trova a farlo non sono di certo ‘amichevoli’. Il familiare attende notizie molto spesso abbandonato a se’ stesso perche’ dovrebbe poi scegliere di donare visto il trattamento appena ricevuto?”.

Altro fronte su cui si sono fatti passi avanti e’ il crescente numero di dichiarazioni di volonta’ di donare: 25 mila in Sicilia, 9 mila in Lombardia. “Su questo abbiamo fatto delle convenzioni con alcuni Comuni – continua il coordinatore – per cercare attraverso gli uffici anagrafe di sensibilizzare alla donazione, nelle more che ci sia il via libera, se ci sara’, del Garante della Privacy al provvedimento che prevede la possibilita’ di indicare la propria scelta di donare gia’ dalla carta d’identita’”. Il Centro regionale in questi ultimi anni ha anche attivato un progetto di collaborazione con i paesi del Mediterraneo in cui la Sicilia ha il segretariato, oltre a degli accordi con Malta di supporto reciproco. Poi, un commento sullo scandalo sollevato in merito alla Banca del Cordone ombelicale di Sciacca “ancora peggio di quanto appare”, dice laconico Sparacino.

(ITALPRESS)

L.A.