Federazione Sindacati Indipendenti

Sindacato FSI: la cittadinanza diffidano l’ASL di Brindisi

FASANO – Non poteva non esserci unanimità su una questione così importante e delicata come quella del futuro dell’ospedale di Fasano, segnato dalla delibera divenuta ormai famosa, la numero 1258 della direzione generale della Asl di Brindisi.

E non potevano mancare i cittadini, che tra l’altro in più di una occasione hanno fatto sentire la loro voci durante l’assise di ieri sera (16 luglio) e che ieri mattina hanno anche piazzato dei manifesti di protesta all’ingresso dell’Umberto I. Era da tempo che gli spazi riservati al pubblico in consiglio comunale non erano pieni come ieri pomeriggio in occasione del consiglio comunale monotematico “aperto” convocato dal presidente del Consiglio comunale di Fasano Gianluca Cisternino per discutere della delibera dell’Asl brindisina (la numero 1258, appunto) sul riordino ospedaliero e, quindi, sul presidio ospedaliero di Fasano che in base a tale deliberato perderebbe alcuni reparti mentre altri verrebbero declassati.

Purtroppo mancavano (seppur invitati) rappresentanti istituzionali fondamentali per discutere di una questione così importante, come il direttore generale della Asl di Brindisi Paola Ciannamea. Una assenza da condannare che per di più non è stata nemmeno giustificata, quella del numero uno della Asl brindisina.

 Al consiglio “aperto” erano stati invitati: il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, gli assessori regionali Leo Caroli (Lavoro) e Elena Gentile (Welfare e Sanità); i vertici dell’Asl brindisina Paola Ciannamea (direttore generale), Stefano Rossi (direttore amministrativo), Graziella Di Bella (direttore sanitario), il sindaco di Cisternino Donato Baccaro, il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Brindisi, il fasanese Emanuele Vinci (che tra l’altro per diversi anni è stato il direttore sanitario della Asl brindisina), i rappresentanti territoriali brindisini (settore sanità e funzione pubblica)  dei sindacati FSI ( Federazione Sindacati Indipendenti), e altre OO.SS:; il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna, i consiglieri regionali (brindisini) Fabiano Amati, Giovanni Brigante, Euprepio Curto, Francesco De Biasi, Giovanni Epifani, Maurizio Friolo, Domenico Lanzillotta, Marcello Rollo, Giuseppe Romano, Ignazio Zullo; i senatori (brindisini) Nicola Latorre, Salvatore Tomaselli, Vittorio Zizza, Pietro Iurlaro; i deputati (brindisini) Elisa Mariano e Antonio Matarrelli.

Alla fine si sono presentati solo i consiglieri regionali Fabiano Amati, Maurizio Friolo, Euprepio Curto e Ignazio Zullo e il sindaco di Cisternino Donato Baccaro. Hanno giustificato la loro assenza l’assessore regionale al lavoro Leo Caroli e il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Brindisi, Emanuele Vinci, che ieri in una nota inviata a Gianluca Cisternino ha spiegato il perché della sua assenza assumendo una posizione fortemente critica nei confronti della Regione Puglia.

Alla fine di una qualificata discussione – alla quale hanno preso parte tutti gli ospiti presenti, oltre che il sindaco Lello Di Bari, i capigruppo consiliari e qualche consigliere comunale – tutti sono stati concordi, grazie anche ad una opera di mediazione svolta dal presidente del consiglio comunale, su un’unica proposta di delibera che alla fine è stata votata all’unanimità dai 17 consiglieri presenti.

Una delibera che parla chiaro: si diffida la Asl dal proseguire sulla strada intrapresa con la delibera 1258, si chiede alla direzione generale della Asl l’immediata revoca della delibera 1258 e, in mancanza di ciò, si chiede alla Giunta Regionale di impartire alla direzione generale della Asl direttive finalizzate alla revoca della delibera 1258; in mancanza della revoca da parte della direzione generale della Asl, infine, la delibera sottoposta al consiglio comunale prevede che il consiglio comunale e la giunta municipale presiederanno permanentemente il presidio ospedaliero di Fasano.

Se il direttore generale della Asl di Brindisi Paola Ciannamea non torna sui suoi passi e se la giunta regionale non riesce a farle cambiare idea, allora l’ospedale Umberto I sarà “occupato” permanentemente dai componenti del consiglio comunale e della giunta municipale.

Chissà se la delibera assunta all’unanimità dal consiglio comunale riuscirà a smuovere qualcosa e a far rimanere l’ospedale di Fasano così com’è fino a quando non si realizza il nuovo ospedale tra Fasano e Monopoli.

Alla città non resta che sperare!

gofasano.it