Federazione Sindacati Indipendenti

Stretta da 300 milioni sui costi della sanità regionale

TRIESTE. Si torna al 2004. Anzi, si deve pure tagliare rispetto a quella data. La Regione interviene sui costi della sanità e piazza l’altolà al capitolo di spesa più rilevante, quello del personale. Non solo impone il tetto massimo delle unità presenti nel 2010 (20.190 persone in uffici e corsie), ma impone un obiettivo: contenere i costi sui dipendenti ai livelli del 2004 con un’ulteriore riduzione dell’1,4%. Il che, tradotto in numeri, significa scendere da un miliardo e 30 milioni (quota messa a bilancio per il 2013) a poco più di 700 milioni (soglia raggiunta nel 2004), con una contrazione quindi di oltre 300 milioni di euro.

La programmazione annuale

I paletti sono infilati nella Programmazione annuale 2013. La giunta Serracchiani chiarisce innanzitutto in delibera che la fotografia scattata il 31 dicembre 2010, quella che conta appunto 20.190 addetti al lavoro nella sanità del Fvg, «non è modificabile». Eventuali deroghe al rispetto di quel tetto valgono esclusivamente se dipendenti da «regole e logiche della programmazione», come nel caso delle assunzioni per turnover, viene specificato, a seguito della cessazione del personale universitario.

I paletti

Nel computo dei lavoratori, si legge ancora nel documento approvato dalla giunta, tempi indeterminati e determinati integrati del numero dei rapporti interinali. A fine 2012 la dotazione di personale del Ssr era di 20.102 unità, 27 in meno dell’anno precedente. Visto un contesto di perdurante scarsità delle risorse, ribadisce l’esecutivo, «si impone una prudente gestione delle risorse umane con la conseguenza che le aziende dovranno prioritariamente assorbire i costi di trascinamento del 2012 e verificare attentamente che l’onere derivante dalla singola acquisizione prevista in manovra trovi necessaria compatibilità economica rispetto all’andamento complessivo del bilancio indicato a preventivo».

Occhio al bilancio

Se i conti, però, dovessero andar male, le aziende dovranno adeguarsi a scendere pure sotto il tetto. Qualora infatti emergano, nel corso dei monitoraggi trimestrali della Regione, elementi di bilancio che rappresentano in proiezione al 31 dicembre 2013 una perdita, la direzione sanitaria «è autorizzata a procedere solo alle assunzioni di personale che rivestono carattere di assoluta eccezionalità a fronte di straordinarie e acclarate necessità di urgenza per mantenere i livelli essenziali di assistenza».

Accordi di area vasta

Fermo restando che i principi di fondo per le assunzioni 2013 restano quelli stabiliti nel decreto della giunta regionale dell’aprile 2011, una “scorciatoia” può essere quella di accordi di Area vasta che consentano di recuperare margini di efficienza pur in presenza di risorse umane in via di contenimento.

Le criticità

La “dieta” più rilevante spunta però nelle disposizione degli obiettivi di finanza pubblica imposti dalla spending review del governo Monti. Dall’analisi dei dati, spiega la giunta, emergono tre principali criticità: l’andamento in crescita del personale dipendente del sistema; il gap significativo dei costi registrati nel 2004 e confrontati con il 2011; lo scostamenti degli assetti organizzativi delle aziende Fvg dai parametri definiti dal Comitato Lea, la commissione ministeriale di verifica sui livelli essenziali di assistenza istituita con l’intesa Stato-Regioni del 2005. È in quella sede che si valuta l’erogazione dei servizi in condizioni di appropriatezza e di efficienza nell’utilizzo delle risorse, ed è lì che la regione ha mostrato qualche pecca.

Come nel 2004

Di qui la decisione di fissare l’obiettivo del contenimento della spesa di personale che nel 2015 dovrà, «indipendentemente dal raggiungimento dell’equilibrio economico da parte del sistema regionale, essere pari alla spesa 2004 diminuita dell’1,4%». In concreto, nel giro di un paio d’anni le uscite legate a questa voce dovranno calare di oltre 300 milioni, passando da oltre un miliardo a 700milioni di euro, appunto la quota del 2004 “ritoccata” al’ingiù. . L’attuazione della manovra del personale da parte delle aziende per il 2013 dovrà pertanto essere impostata in un’ottica di graduale e progressivo allineamento all’obiettivo di finanza pubblica. Inevitabile, dunque, che già quest’anno, visto quanto imposto entro il successivo biennio, si dovrà avviare la progressiva riduzione delle unità. In che altro modo, del resto, procedere a scendere a livelli di spesa di dieci anni fa?

Il Piccolo