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Lazio: gestione unica dei 51mila dipendenti della sanità regionale

”Questa mattina in Regione abbiamo annunciato uno dei piu” grandi cambiamenti storici: la Regione Lazio e’ la prima Regione italiana che ha aderito al progetto del Mef e gestira’ in maniera unica tutti e 51mila i dipendenti impegnati nella sanita”’. Ad annunciarlo il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al termine dell’audizione dinanzi alla Commissione Salute alla Pisana. ”Puo’ sembrare una follia – ha aggiunto – ed in effetti e’ una follia ma una Regione che da 7 anni e’ commissariata sui piani di rientro per la spesa aveva ancora una gestione dei 51 mila dipendenti frastagliata all’interno delle aziende sanitarie. Oggi grazie a questa collaborazione che rappresenta una rivoluzione storica abbiamo un’unica gestione, un’unica banca dati per 51mila dipendenti e abbiamo la possibilita’ di intervenire con una gestione intelligente.

”Entro 6 mesi vogliamo presentare la nuova legge quadro, per mettere ordine nell’attuale quadro normativo e disegnare la cornice del modello Lazio. La legge quadro sara’ lo strumento fondamentale per ridefinire” gli aspetti principali del sistema sanitario, ha detto ancora Zingaretti. In particolare la legge quadro regolera’ ”le regole e i criteri per la corretta suddivisione delle risorse all’interno del sistema a partire dal riequilibrio tra sanita’ territoriale e ospedaliera, i principi di una corretta programmazione fondata sulla separazione tra funzioni di governo diretto e gestione e funzioni di indirizzo e controllo. Nel modello di sanita’ che vogliamo affermare – ha detto ancora Zingaretti – le regole hanno un ruolo centrale.

egole oggettive, valide per tutti, chiare e valutabili, per il pubblico e per il privato. Regole che stabiliscano con chiarezza fabbisogni, standard qualitativi e percorsi di cura. Questa cornice di regole e’ mancata negli anni che ci hanno preceduto, e oggi deve essere costruita. Il sistema che ereditiamo e’ caratterizzato dal peso di vere e proprie truffe e di irregolarita’ diffuse”.

Zingaretti ha citato ad esempio i casi del San Raffaele di Cassino e di Velletri, le doppie fatturazioni dell’Idi, i debiti con l’Inps cumulati da strutture accreditate con il servizio sanitario, i 32 rinvii a giudizio alla Asl di Viterbo. ”Noi su queste vicende non gireremo la testa dall’altra parte – ha proseguito – e annuncio che la Regione si costituira’ parte civile in tutti quei procedimenti in cui sono lesi i diritti dei cittadini e dei pazienti del territorio.

Ma poi e’ evidente che bisogna scrivere le regole di ingaggio un nuovo patto tra l’amministrazioni e le strutture del Servizio sanitario che cancellino le aree di opacita’ in cui si annida l’arbirtrio. Questa e’ la condizione imprescindibile per voltare pagina. Le regole sono il fondamento della fiducia.Fiducia significa che chi e’ accreditato non assume solo un impegno con l’amministrazione, ma stringe un patto con i cittadini. E che chi fa il furbo – ha concluso – non puo’ stare dentro il patto tra Regione e strutture accreditate”.

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