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Ecm il punto su numeri e prospettive

Quasi 70mila eventi formativi (per la precisione 69.307) nel triennio 2011-2013. In testa alla classifica degli “allievi”, i camici bianchi con oltre 48mila eventi dedicati; a seguire, gli infermieri con 18mila. Questi i numeri del programma nazionale Ecm presentati oggi a Roma da Achille Iachino, nuovo segretario della Commissione nazionale formazione continua, all’apertura della V Conferenza sul tema.

«I provider accreditati in questo triennio – ha spiegato ancora Iachino – ovvero i formatori pubblici e privati ammessi dal ministero a lavorare sulla formazione dei professionisti della salute, si suddividono in 1.003 “provvisori”, che cioè possono lavorare due anni in attesa della verifica, in 82 “standard”, ovvero già controllati e in 150 in via di valutazione. Mentre sono 604 quelli cancellati o che hanno smesso di occuparsi di Ecm». A tracciare un bilancio dell’attività formativa delle aziende sanitarie è il presidente Agenas Fulvio Moirano: «Oggi le aziende sanitarie anche provider Ecm sono dal 25 al 50% del totale. Realtà che nascono dove c’è una volontà organizzativa o una direzione generale che vuole investire in Ecm».

«Il grosso dell’attività formativa è svolta da medici, infermieri e veterinari – ha tenuto a precisare il presidente della Fnomceo e vicepresidente della Commissione nazionale Ecm Amedeo Bianco – ma le nuove professioni sono scoperte e questo dato va corretto». E’ sotto il 30% il numero dei camici bianchi che non ha messo insieme nel triennio 2011-2013 neanche un credito Ecm, mentre il totale nel triennio dovrebbe attestarsi – per i medici – a 150. Bianco ha fatto anche il punto sulla natura dei provider: «La maggior parte dei corsi dovrebbero essere a carico degli enti pubblici, ma non è così. E per questo il privato – precisa Bianco – mette un grosso impegno in questo settore.

Se è di qualità ben venga». A porre in guardia sui rischi che ulteriori tagli potrebbero comportare anche per la formazione è Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria: «La farmaceutica finanzia gli studi – spiega – la ricerca e anche l’Ecm, ma oggi le nostre risorse stanno diminuendo. Altri tagli in questo settore non sono più gestibili e le conseguenze si faranno sentire anche sul sistema della formazione. Il ministro Lorenzin ci sta aiutando a fermare i tagli. Ecco, non lasciamola sola». Gli fa eco Stefano Rimondi, presidente Assobiomedica: «Fino a quando saremo messi in condizione di destinare fondi alla formazione continua in medicina lo faremo, ma se ci saranno tagli non surrogheremo un compito che spetta allo Stato».

A guardare al futuro è la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Per cui l’Ecm è «uno strumento importante che permette ai medici di informarsi rispetto anche alle innovazioni. E le nuove tecnologie in questo campo sono il futuro, sia per la riduzione degli sprechi nel sistema sanitario sia, appunto, per la formazione, grazie a strumenti che permettono agli operatori opportunità complesse e variegate. Ci possiamo immaginare una piattaforma tecnologica in cui il medico possa scegliere su cosa formarsi».

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