Federazione Sindacati Indipendenti

Diritto di accesso, interesse conoscitivo, sindacati, lavoratori, legittimazione

T.A.R.

Campania – Napoli

Sentenza 21 novembre 2012, n. 4690

Sezione VI

(Pres. Conti – est. Maiello)

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2441 del 2012, proposto da: Confederazione Italiana Medici Ospedalieri – Associazione Sindacale Medici Dirigenti C.I.M.O. -A.S.M.D. – in persona del legale rappresentante pro – tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Bruno Carbone, con domicilio eletto presso lo studio del medesimo difensore in Napoli, via S.Teresa al Museo 8;

contro

Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi, Cotugno, C.T.O., in persona del legale rappresentante pro – tempore, non costituita in giudizio;

per l’annullamento

del silenzio rigetto maturato ex articolo 25 della legge n. 241/1990 sull’istanza di accesso ai documenti presentata in data 12.3.2012;

nonché per la declaratoria

del diritto di accesso alla richiesta documentazione amministrativa.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 7 novembre 2012 il dott. Umberto Maiello e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

La ricorrente, in ragione del suo ruolo di organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa su base nazionale, già firmataria del contratto collettivo nazionale di lavoro per la dirigenza medica del SSN, anche al dichiarato fine di assolvere alla sua missione istituzionale di difesa delle prerogative dei propri iscritti, con istanza del 12 marzo 2012, trasmessa per mezzo di posta elettronica certificata, ha chiesto all’Azienda intimata la seguente documentazione:

– la disposizione che autorizza l’istituzione della guardia interdipartimentale tra i dipartimenti di Pneumologia e di Fisiopatologia e riabilitazione cardio-pneumologia, prevedendo tra l’altro la soppressione del normale orario di servizio nelle ore 14-20 del sabato;

– i verbali relativi alla concertazione sindacale sugli orari ordinari e non ordinari di servizio;

– il piano annuale per assicurare le emergenze;

– gli atti relativi alla concertazione per la predisposizione dei turni di guardia ex artt. 14 comma 7 e 6 comma 1 lett. B) del CCNL 2002/2005.

A fronte dell’inerzia serbata dalla predetta Azienda Ospedaliera, cui è conseguito il perfezionarsi di una fattispecie di silenzio – diniego, la ricorrente ha dunque azionato in giudizio la sua pretesa ostensiva, chiedendo una declaratoria di illegittimità del silenzio rigetto formatosi ex art. 25 della legge n. 241/1990 sull’istanza di accesso presentata in data 12 marzo 2012 e, per l’effetto, il riconoscimento del diritto ad ottenere la documentazione richiesta, con conseguente condanna dell’Amministrazione intimata agli adempimenti consequenziali.

L’ Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi, Cotugno, C.T.O. non si è costituita in giudizio.

Alla camera di consiglio del 7.11.2012 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

Il ricorso è fondato e, pertanto, va accolto.

Com’è noto, il giudizio sul diritto di accesso non esime da una valutazione circa l’esistenza di una posizione pur sempre differenziata in capo al richiedente, cui deve correlarsi, in termini di concretezza ed attualità, un interesse conoscitivo (cfr. da ultimo Cons. St. Ad. Plen. 7/2012).

In altri termini, essere titolare di una situazione giuridicamente tutelata non è condizione sufficiente perché l’interesse rivendicato possa considerarsi ‘diretto, concreto e attuale’, essendo anche necessario che la documentazione cui si chiede di accedere sia collegata a quella posizione sostanziale, impedendone o ostacolandone il soddisfacimento.

L’ordinamento prevede, infatti, che l’esibizione dei documenti sia strumentale alla tutela di un interesse concreto e meritevole di tutela e la necessità di un collegamento specifico e concreto con un interesse rilevante impedisce che l’accesso possa essere utilizzato per conseguire improprie finalità di controllo generalizzato sulla legittimità degli atti della P.A.

Segnatamente, la legittimazione all’accesso ai documenti amministrativi deve ritenersi consentita a chiunque possa dimostrare che il provvedimento o gli atti endoprocedimentali abbiano dispiegato o siano idonei a dispiegare effetti diretti o indiretti anche nei suoi confronti; pertanto, il diritto di accesso può essere esercitato anche indipendentemente dall’esistenza di una lesione della posizione giuridica del richiedente, essendo invece sufficiente un interesse personale e concreto, serio e non emulativo, a conoscere gli atti già posti in essere e a partecipare alla formazione di quelli successivi (cfr. T.A.R. Roma Lazio sez. II, 01 dicembre 2011, n. 9461).

Il rapporto di strumentalità sopra evidenziato deve, poi, apparire dalla motivazione enunciata nella richiesta di accesso, che non può quindi ridursi al richiamo a mere e generiche esigenze difensive, ma deve fornire la prova dell’esistenza di un puntuale interesse alla conoscenza della documentazione stessa e della correlazione logico funzionale intercorrente fra la cognizione degli atti e la tutela della posizione giuridica del soggetto che esercita il diritto, permettendo di capire la coerenza di tale interesse con gli scopi alla cui realizzazione il diritto di accesso è preordinato.

Orbene, ritiene il collegio che l’istanza di ostensione azionata dalla ricorrente si dispieghi in perfetta coerenza con i suddetti postulati: ed, invero, è ius receptum in giurisprudenza (si veda, ad esempio C.S. n. 1034/12 e n. 1351/09) il principio secondo cui sussiste il diritto dell’organizzazione sindacale ad esercitare il diritto di accesso per la cognizione di documenti che possano coinvolgere sia le prerogative del Sindacato quale istituzione esponenziale di una determinata categoria di lavoratori, sia le posizioni di lavoro di singoli iscritti nel cui interesse e rappresentanza opera l’Associazione. Rileva, infatti, un duplice profilo di legittimazione che consente di azionare il diritto di accesso da parte delle Organizzazioni Sindacali sia iure proprio, sia a tutela di interessi giuridicamente rilevati della categoria rappresentata, purché tale pretesa non si traduca in un controllo generalizzato sull’attività della P.A., ovvero si riferisca ad ambiti del tutto diversi dal rapporto di lavoro o trovi innanzi a sé posizioni particolarmente tutelate per ragioni di riservatezza (si veda, ad esempio: C.S. n. 24/10 e TAR Trentino – Alto Adige, Trento n. 249/09). Il che, nella fattispecie all’esame, certamente non è, perché la ricorrente ha richiesto di conoscere un numero ben preciso e limitato di atti, tutti relativi a specifiche condizioni organizzative del rapporto di lavoro.

Peraltro, la sussistenza di un interesse conoscitivo concreto ed attuale così come il rapporto di strumentalità funzionale della conoscenza della documentazione richiesta rispetto alla posizione legittimante spesa si evincono con immediatezza dalla stessa piana lettura dell’istanza ricusata, in cui la ricorrente faceva giustappunto riferimento alla propria posizione istituzionale ed all’esigenza, da un lato, di tutelare i diritti dei dirigenti medici rispetto alle modalità di impiego nei turni di guardia e nelle attività emergenziali e, dall’altro, di partecipare ai processi di organizzazione del lavoro definiti nell’ambito della contrattazione collettiva.

Tanto è sufficiente ai fini dell’accoglimento delle rivendicazioni attoree.

Ed, invero, a fronte dell’istanza di accesso alla documentazione amministrativa, una volta che l’Amministrazione non abbia opposto l’esistenza di ragioni che attengono alla necessità di tutela della sfera di riservatezza di altri soggetti, ovvero altre motivazioni che giustifichino il diniego ovvero il differimento dell’esibizione, la medesima ha l’obbligo di soddisfare la richiesta dell’interessato nella sua interezza.

Né è possibile, sotto diverso profilo, obiettare la natura ipotetica dei documenti richiesti, che risultano talvolta indicati dalla ricorrente come eventualmente esistenti.

Ritiene, invero, la Sezione che, ai fini in questione, considerati anche i limitati mezzi di conoscenza a disposizione del cittadino, possa ritenersi bastevole un giudizio di verosimiglianza in ordine all’esistenza dei suddetti atti.

In definitiva, alla luce di quanto fin qui argomentato, il ricorso deve essere accolto e, per l’effetto, l’amministrazione intimata dovrà, di conseguenza, consentire alla ricorrente di prendere visione ed estrarre copia, previo rimborso del costo di riproduzione e dei diritti di ricerca e visura, della documentazione richiesta, ove effettivamente esistente.

A tanto l’Amministrazione suddetta resta tenuta nel termine di giorni trenta, decorrente dalla comunicazione o, se a questa anteriore, dalla notificazione della presente decisione.

Sussistono giusti motivi, attesa la peculiarità della vicenda scrutinata, per compensare le spese processuali.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, dichiara l’illegittimità del silenzio-rigetto sulla richiesta di accesso indicata in epigrafe, nonché l’obbligo dell’intimata Amministrazione di consentire alla ricorrente di prendere visione ed estrarre copia, previo rimborso del costo di riproduzione e dei diritti di ricerca e visura, della documentazione richiesta nei termini indicati in parte motiva.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa