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Ancona, appalti Asur nella bufera Viaggi in regalo in cambio dei lavori

ANCONA Non solo soldi, anche viaggi in cambio di appalti pubblici. È quanto contesta la Procura di Ancona nell’inchiesta sul presunto giro di appalti Asur che sarebbero stati truccati con l’obiettivo di assegnare contratti di pulizia e lavori di manutenzione all’azienda Edilcost di Luigi Catalano. A favorire l’imprenditore dorico, ipotizzano gli investigatori, sarebbero stati quattro dipendenti Asur: il geometra Antonio Tonti; l’ingegnere e dirigente Alessandro Santini; i tecnici Andrea Nasini e Giordano Ferretti. Sarebbero stati loro a far in modo che gli appalti andassero a Catalani. Anche se, sempre secondo la ricostruzione del Pm Paolo Gubinelli, ognuno di loro avrebbe agito con ruoli e responsabilità differenti.

Al centro dell’indagine soprattutto il geometra Tonti, perché era lui il responsabile dei bandi pubblici dell’azienda sanitaria e sarebbe stato lui a ricevere viaggi in cambio di favori. Tanto che il capo d’accusa di cui deve rispondere è quello di corruzione.

La stessa accusa che la Procura muove al titolare della ditta di costruzioni edili e stradali Edilcost, a cui la Guardia Di Finanza, settimane fa, aveva sequestrato diverse fatture sia nella sede della sua azienda in via della Ferrovia, sia in casa propria. Ora proseguono le indagini della magistratura, che ha aperto il fascicolo sostenendo che gli indagati dell’Asur avrebbero spezzettato una serie di appalti più grandi, in modo tale che si potessero fare bandi pubblici per lavori che non raggiungessero mai i 40mila euro.

Un limite oltre il quale le normative amministrative impongono dei bandi pubblici con maggiori restrizioni e meno possibilità di scelta discrezionale da parte di chi commissiona il lavoro.

ilmessaggero.it