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Tagli alla spesa per due punti di Pil

Il commissario presenta al governo il piano. Il ministro Saccomanni: “Circa 32 miliardi di risparmi in tre anni”. Mobilità nel pubblico impiego anche con l’uso del turn-over.

Arriva la “spending review” di Carlo Cottarelli, anzi «la revisione della spesa», come precisa il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, e l’obiettivo è ambizioso: risparmi per due punti di Pil in tre anni. Fatti i conti: 32 miliardi di euro entro la fine del 2016. In primavera sono attesi i primi provvedimenti ma «alcune cose potranno arrivare anche prima della fine di febbraio» ha annunciato il Commissario. «I risparmi di spesa – ha ribadito il ministro Saccomanni – dovranno andare nella maggior parte alla riduzione delle imposte ma anche a investimenti produttivi e alla riduzione del debito». Il premier Enrico Letta assicura: niente tagli «con la falce» ma «solo dove necessari». E sul debito Letta dice: «Sono sicuro che ridurremo il debito il prossimo anno, per la prima volta dopo cinque anni».

Nel pomeriggio Saccomanni è poi salito al Quirinale per un incontro con il presidente Giorgio Napolitano. Al centro dei colloqui lo stesso piano di revisione della spesa ma anche gli esiti delle riunioni che si erano tenute la settimana passata a Bruxelles. Con la rassicurazione che la Commissione non ha bocciato la manovra ma ha ribadito, anche all’Italia, i paletti entro i quali devono muoversi i bilanci di tutti gli Stati. Oggi si è tenuta a Palazzo Chigi la prima riunione operativa del Comitato interministeriale per esaminare il programma del lavoro tracciato dal Commissario. Il piano è poi stato trasmesso alle Camere. L’obiettivo, rispetto ai circa 10 miliardi di tagli indicati nella legge di Stabilità, viene in pratica triplicato. E l’aspettativa è quella di raggiungere qualche risultato già all’inizio del 2014, anche se il grosso dei provvedimenti arriverà dopo la primavera del prossimo anno.

Lo spettro sul quale si opererà è a trecentosessanta gradi e la metodologia è innovativa, con premi `finanziari´ agli enti che collaboreranno nei tagli e classifiche per indicare le performance e fare il confronto tra gli enti più virtuosi e quelli meno efficienti. Diversi i gruppi di lavoro che passeranno al setaccio il `moloch´ da oltre 800 miliardi di euro. E sotto la lente ci sono acquisti, immobili, società partecipate ma anche la sanità, per la quale verranno vagliati dai piani terapeutici agli acquisti di farmaci, e gli statali. Per questi ultimi obiettivo è aumentarne la mobilità. Sotto la lente anche le scuole (con un occhio alle dimensioni e agli insegnanti di sostegno), le carceri, le pensioni (da quelle “d’oro” a quelle di reversibilità), fiere, parchi, ma anche le cure termali del personale della Difesa.

Il dossier messo a punto da Cottarelli in meno di un mese è snello: cinque pagine più tre di allegati. Ma dentro c’è tutto: la tabella di marcia, gli obiettivi, le voci. Per arrivare, come dice Saccomanni, non ad «una manovra» una tantum ma ad una revisione sistematica delle uscite che porti a fornire servizi di alta qualità al più basso costo possibile per il contribuente. Per questo, usando le parole del ministro, la revisione della spesa «è il cardine della politica economica del governo». Una politica che vuole trovare ampia condivisione non solo nell’amministrazione con il comitato che si riunirà con cadenza mensile. «Consulteremo frequentemente le parti sociali», annuncia il Commissario che a breve infatti potrebbe avere un primo incontro con le organizzazioni sindacali.

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