Federazione Sindacati Indipendenti

La tessera sanitaria per giocare alle slot

TORINO- Un altro passo avanti contro l’azzardo che svuota i portafogli e sbrana le famiglie. Un passo avanti piccolo, ma importante quanto basta per ricevere il plauso delle associazioni impegnate nella lotta alla ludopatia.

In sala gioco e in tabaccheria, presto, per tentare la sorte bisognerà presentarsi con la tessera sanitaria in mano. Per farsi identificare, e non solo. Questo scenario si tradurrà in realtà quando verranno approvate le disposizioni per «la prevenzione, il contrasto e la cura della ludopatia», che prevedono un documento di identificazione per chi gioca con videopoker o slot-machine. Il comitato ristretto che, in Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, sta lavorando ad unificare le proposte di legge presentate in materia, ieri ha optato per questa soluzione, scartando l’ipotesi della tessera specifica.

Ma lo scopo, viene spiegato, non sarà solo quello di identificare il giocatore e verificare che sia maggiorenne. Attraverso soluzioni ancora da tradurre in pratica, darà modo di interrogare un’apposita banca dati contente informazioni sul giocatore: quanti soldi ha giocato, quando, con quale frequenza. Sarà inoltre possibile introdurre un tetto di «autolimitazione» oltre il quale non sarà più possibile giocare.

«Tra le diverse modalità di identificazione vagliate – spiega l’onorevole Binetti, relatrice del testo – è stata scelta la tessera sanitaria, e questo ribadisce che la competenze in materia, proprio poiché parliamo di una malattia, è del Ministero della Salute». «È uno strumento più economico dell’apposita tessera del giocatore, inizialmente vagliata» per l’on. Margehrita Miotto (Pd). Contrario, invece, il Movimento 5 Stelle. «Una tessera espressamente dedicata avrebbe reso più difficile un utilizzo fraudolento. Anche un minore potrebbe prendere il tesserino sanitario del nonno e andare a giocare», commenta Andrea Cecconi. Intanto il comitato ristretto ha quasi finito di esaminare gli articoli del testo unificato.

Nel pomeriggio, infatti, è stata la volta della copertura finanziaria, prevista nell’art. 11. «Non ci possiamo permettere una legge manifesto, per questo ora dobbiamo capire dove prendere i soldi», spiega Miotto che aggiunge «il gioco d’azzardo patologico è stato oggetto di ben tre provvedimenti nel corso degli ultimi anni: il decreto Balduzzi, il decreto interdirigenziale collegato alla Finanziaria del 2011 e la delega fiscale». Se fossero stati tradotti in pratica gli intenti, conclude, «non ci troveremmo qui a discutere». Una volta unificati i sette ddl (due della Binetti, e uno ciascuno a firma dei deputati Fucci, Mongiello, Baroni, Iori e, ultimo presentato, quello di Formisano), il provvedimento verrà poi emendato e inviato all’Aula, dove era inizialmente previsto per il 25 novembre. L’auspicio della Commissione, è quello di portarlo in aula prima di Natale.

GIUSEPPE BOTTERO la stampa