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Con la crisi 8 famiglie su 10 tagliano badanti

TORINO, – Sono 800 mila gli anziani a rischio assistenza. Per colpa della crisi, nell’ultimo anno, l’80% degli over 75 ha dovuto rinunciare in tutto o in parte alla badante. Una famiglia su tre non ha piu’ questa forma di aiuto o ha dovuto ridurne fortemente l’orario per rispamiare, rivelano i dati della prima indagine italiana sulle badanti e anziani, presentati durante il Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), a Torino dal 27 al 30 novembre, che mette anche in luce come le badanti siano una presenza apprezzata e indispensabile ma un anziano su tre teme che possano commettere errori nelle terapie.

Una paura fondata, perché solo il 14% di loro ha avuto percorsi adeguati di formazione sanitaria e il 77% è di nazionalità straniera: il rischio di sbagli a causa di una scarsa preparazione o per una mancata comprensione delle indicazioni mediche è perciò concreto. Lo studio, condotto su 1500 over 75 su tutto il territorio nazionale, mostra che le assistenti familiari presenti nel nostro Paese sono ormai una necessità per gli anziani con problemi fisici, che hanno bisogno di assistenza per le loro patologie e per la vita quotidiana.

L’indagine mostra che il 66% degli anziani che hanno assunto una badante soffre di due o più malattie croniche: in due casi su tre non vivono neppure da soli, ma i bisogni e le difficoltà nella vita di tutti i giorni costringono a ricorrere a un aiuto costante, nella maggior parte dei casi durante l’arco delle 24 ore. “In Italia gli anziani non autosufficienti sono più di 2,7 milioni – spiega Giuseppe Paolisso, presidente SIGG – e di questi meno di mezzo milione sono seguiti dai servizi pubblici di assistenza domiciliare con una spesa di circa 5 miliardi l’anno”.

(ANSA).