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L’ombra di Lady Asl sulle truffe alla sanità – A Mario Celotto sequestri per 3 milioni

ROMA – Protagonista di una delle figure centrali del più grande scandalo della malridotta sanità romana, quello di Lady Asl. In altri ambiti si direbbe che la sua fama lo precede. E proprio in virtù del suo «curriculum» penale la Procura gli ha sequestrato immobili per circa tre milioni di euro di valore. Troppo, se rapportato al suo reddito dichiarato. La misura – un decreto di sequestro anticipato – è stato emesso proprio in funzione della «elevata pericolosità sociale» del suo destinatario, l’ex dirigente della sanità laziale, Mario Celotto.

Su richiesta del pubblico ministero Stefano Fava, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno messo i sigilli a tre abitazioni con relative pertinenze e un negozio, tutti a Roma. E poi a una villetta a Palau (Sassari).

Andando oltre le richieste del pubblico ministero, la IV sezione penale del Tribunale nel novembre 2012 aveva inflitto a Celotto otto anni e due mesi in qualità di direttore amministrativo della Asl Rm/B ( e 6 anni e un mese a Paolo Ippopotami, funzionario della ragioneria della stessa Azienda) per peculato aggravato e continuato.
Altri 4 anni e due mesi gli erano stati inflitti dalla corte d’Appello un anno prima su numerosi episodi di truffa aggravata, peculato, falso ideologico ed altro, all’interno del sistema messo in piedi per quasi dieci anni,fino al 2006 da Anna Giuseppina Iannuzzi.

Alle ditte della imprenditrice venivano accreditati pagamenti dalle casse pubbliche per prestazioni mediche effettuate da altre imprese del settore. Firme, delibere, mandati di liquidazione venivamo falsificate sui libri contabili delle Asl da dirigenti complici, in cambio delle tangenti pagate da Lady Asl. La 64enne deve scontare in via definitiva 8 anni, frutto del rito abbreviato di cui si è avvalsa. È stata riconosciuta colpevole anche di associazione a delinquere, assieme ai funzionari complici. Un danno per le casse delle Aziende sanitarie da 80 milioni di euro.

Con la condanna del 2012 Celotto e gli altri dirigenti delle Asl, sono stati interdetti a vita dai pubblici uffici. Il patrimonio immobiliare sequestratogli ieri potrebbe spiegare come abbia usato i frutti della megatruffa compiuta sulla pelle dei malati.

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