Federazione Sindacati Indipendenti

Personale 2012: fino al 4% in meno nelle Regioni in piano di rientro

In un anno il Ssn ha 9.805 unità di personale in meno (-1,4% in media), di cui 1.585 medici (con veterinari e odontoiatri, ma i medici sono il 93,4% della categoria). E ai primi posti per riduzione di personale ci sono (quasi) tutte Regioni in piano di rientro che di unità lavorative ne perdono tra il 3 e il 4 per cento circa. Con l’altra faccia della medaglia nelle Regioni a statuto speciale dove invece il personale aumenta tra lo 0,30 e il 2 per cento.

È questo il quadro che emerge dall’analisi dei dati del conto annuale 2012 relativi alle singole Regioni. E il calcolo è anche più pesante se invece delle singole unità di personale si considerano quelle “full time equivalent”, cioè i dipendenti a tempo pieno e quelli in part time calcolati in base al numero di mesi di servizio effettivo svolto: la riduzione raggiunge le 9.610 unità equivalenti con una forte accentuazione della perdita di operatori non sanitari.

La situazione nelle Regioni

Campania (-3,97%), Lazio (-3,61%), Puglia (-3,47%), Calabria (-3,43%), Molise (-3%) sono le Regioni (tutte in piano di rientro) in cui la riduzione di personale nel 2012 rispetto al 2011 ha superato il 3%. In queste cinque Regioni gli organici si sono ridotti di 6.160 unità, il 62,8% della perdita complessiva del Ssn e circa il 60% rispetto al totale degli organici in meno delle Regioni solo in perdita: 10.288 unità, riequilibrate dall’aumento di 283 operatori delle Regioni a statuto speciale.

I medici

Di medici ce ne sono in tutto il -1,29%, ma si va in un solo anno dal -4,4% della Puglia e -3,8% del Lazio (e -3,2% di Molise e 3,1% in Campania) al +3,3% di Sardegna e 3,1% in Valle d’Aosta (e 2,4% di Trento, +1,9% in Umbria e +1,7% di Friuli Venezia Giulia). Le perdite 2012 (in 12 Regioni) sono di -1.926 unità e gli “acquisti” (in 9 Regioni) di +341.

I dirigenti non medici

Più equilibrato il versante dei dirigenti sanitari non medici: in 11 Regioni se ne perdono 184, nelle altre dieci se ne guadagnano 181. E ancora una volta in testa alla riduzione ci sono due Regioni in piano di rientro, Puglia e Calabria, con il -4% circa, mentre sul versante opposto c’è stavolta anche una Regione in piano di rientro, il Molise, con il +11 per cento.

Ben più consistenti a livello di singole Regioni sono le riduzioni e gli aumenti dei dirigenti non sanitari.

Anche se numericamente inferiori a quelli sanitari (4.937 unità contro le 14.451 dei dirigenti sanitari) nel ruolo professionale ce ne sono il -33% in Molise e il -11% in Puglia (ma aumentano del +11% in Sicilia e del +10% in Abruzzo e a Trento), nel ruolo tecnico si riducono del -12% in Lombardia, mentre aumentano del +26% in Sardegna e nel ruolo amministrativo si riducono del -11% in Umbria, Marche e Lazio e aumentano del +8% in Valle d’Aosta.

Il personale

E per quanto riguarda il comparto sanitario (infermieri, tecnici ecc.), le riduzioni maggiori sono del -3% circa nel 2012 rispetto al 2011 in Campania, Lazio, Puglia, Calabria, Molise e, unica Regione non in piano di rientro in questo caso, Marche, mentre gli aumenti sono più contenuti: +2% a Trento e +1,4% in Sardegna, Bolzano, Sicilia e Valle d’Aosta.

Discorso analogo alla dirigenza non sanitaria per il comparto non sanitario. Anche se i numeri sono a livello nazionale molto piccoli (in tutto 388 operatori), spariscono del tutto gli operatori professionali a Trento, mentre in Calabria si riducono del -49%, ma aumentano del +20% in Sicilia.
Più contenuti i numeri del ruolo tecnico con il -7% della Campania e -6% di Molise, Calabria e Puglia e, uniche due Regioni a guadagnare, +2% a Trento e +1% in Umbria.

Infine il ruolo amministrativo del comparto: tranne Trento che registra il +1%, tutte le altre Regioni perdono unità (Campania in testa con il -5%) o restano invariate rispetto al 2011, come accade in Liguria, Sardegna, Valle d’Aosta e Bolzano.

di Paolo Del Bufalo il sole 24 ore