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Urbino, imprenditore condannato per truffe e tangenti alla Asl

URBINO – Un imprenditore urbinate, Stefano Frongia, è stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusioni per associazione per delinquere, truffa, falso e corruzione. Frongia è stato condannato dal giudice del tribunale di Foggia, Antonio Buccaro, insieme ad altri sei imputati, giudicati con rito abbreviato, nel processo chiamato «Spending review» per una truffa ai danni della Asl di Foggia nella fornitura, attraverso gare di appalto, di dispositivi medici destinati agli ospedali di Manfredonia, Cerignola, San Severo e Lucera. I sette imputati erano accusati a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, turbativa d’asta e falso. Per altri 13 imputati è in corso il processo con rito ordinario

Le pene più pesanti sono state inflitte appunto a Frongia, titolare della ditta Effe Multi Utility di Urbino, e a Sabino Conte (due anni e sei mesi), funzionario addetto alle risorse finanziarie della Asl di Foggia, colpevoli di associazione per delinquere, truffa, falso e corruzione. Per truffa e falso sono stati condannati ad un anno e quattro mesi ciascuno Giuseppe Altieri, Paolo De Marzo, Lucio Ferrozzi e Paride Morlino, tutti primari in servizio all’ospedale di San Severo, e ad un anno e 10 mesi Nicola Perrella, direttore dell’Area Gestione risorse finanziarie dell’Asl di Foggia.

Il gup ha ordinato inoltre la confisca di somme di denaro, di automobili e di beni immobili intestati o nella disponibilità di Frongia e Conte. Nel corso delle indagini, svolte dai carabinieri del Nas di Bari, è stato accertato un danno erariale al Servizio sanitario nazionale di 1,5 milioni di euro. L’inchiesta era sfociata, nel giugno 2012, nell’arresto di 10 persone tra medici, funzionari pubblici e imprenditori, compreso Frongia. In cambio di prezzi «gonfiati» per attrezzature mediche (un taglia aghi prodotto dalla ditta urbinate, prezzo commerciale 240 euro, veniva acquistato dalla Asl per 3.240 euro) o software informatici di telemedicina (prezzo di vendita della ditta produttrice 30mila euro, ma la Asl ha sborsato 208mila euro), sarebbero state erogate tangenti per 185mila euro in bonifici bancari, voli aerei, cene e vacanze. All’epoca delle indagini, Frongia aveva ammesso di avere pagato tangenti e aveva accusati altri coindagati.

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