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Ocse: “L’Italia tagli il costo del lavoro e fornisca sussidio al reddito per tutti” – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/cuneo-fiscale-riduzione-ocse-italia-lavoro-educazione-professionale-redditi-ammortizzatori-protezione-sociale-f97cbbab-30c1-4441-a3e5-4086f198993f.html#sthash.sL5jN1JZ.dpuf

Parigi :Lavoro, riduzione del cuneo fiscale e occupazione. In un rapporto pubblicato nella notte dall’Ocse e firmato, tra l’altro, dal capo economista Pier Carlo Padoan indicato come uno tra i papali al ministero dell’Economia, l’Italia è avvertita: “Deve spostare la sua politica del lavoro “tutelando maggiormente il reddito dei lavoratori e meno il posto di lavoro in sè”. L’Ocse poi sposta l’attenzione sul sitema degli ammortizzatori sociali: il nostro Paese, dice, deve migliorare “la rete di supporto sociale”. Nel suo rapporto ‘Going for growth’, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo chiede anche interventi sul costo del lavoro in termini di “riduzione del cuneo fiscale e del costo minimo del lavoro”. E’ inoltre necessario, chiede l’Ocse, rivedere la contrattazione collettiva affinché la negoziazione salariale sia più “reattiva” rispetto alle condizioni del mercato del lavoro.

Riformare l’educazione professionale
L’Ocse riconosce all’Italia alcune riforme del mercato del lavoro, in particolare il ricorso obbligatorio alla conciliazione e l’introduzione graduale di una assistenza universale alla disoccupazione come previste dalla riforma Fornero e con l’introduzione dell’Aspi. Ma l’organizzazione parigina ritiene, in particolare, che “una parte difficile della riforma sarà combinare con efficienza tutti gli elementi di supporto e attivazione”: in particolare il training e le agenzie di collocamento, previste a livello regionale, con la fornitura dei sussidi che avvengono invece a livello nazionale. Per ridurre i loro ritardi nella formazione, inoltre, Italia e Portogallo dovrebbero secondo l’Ocse riformare l’educazione professionale.

Disoccupazione a ‘doppia cifra’, per ora no segni di inversione di tendenza
L’Ocse scrive poi che iI tasso di disoccupazione in Italia è ormai “a doppia cifra”, e che per ora non ci sono segni di “inversione” imminente della tendenza all’aumento. “Diversi anni di consolidamento fiscale – scrive l’organizzazione – aggiustamenti nei bilanci
del settore privato, bassa fiducia e disponibilità di credito ridotta hanno lasciato l’Italia con un tasso di disoccupazione a due cifre e nessun segno di un’inversione rapida e
autosufficiente”. A preoccupare l’Ocse è in particolare la disoccupazione di lunga durata (un anno o più), che con la crisi è inesorabilmente aumentata: nel 2011 riguardava già oltre la metà dei senza lavoro italiani, il 51,9%, e nel 2012 ha toccato quota 53%.

Ulteriori sforzi per le liberalizzazioni
Arriva poi l’altra raccomandazione per il nostro Paese: nonostante l’Italia abbia fatto qualche passo avanti su riforme strutturaliper le liberalizzazioni, questo non basta. “Servono ancora sforzi”, dice l’Ocse. In particolare, per Italia, Grecia e Spagna
“rimane valida la raccomandazione di liberalizzare le professioni chiuse”. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/cuneo-fiscale-riduzione-ocse-italia-lavoro-educazione-professionale-redditi-ammortizzatori-protezione-sociale-f97cbbab-30c1-4441-a3e5-4086f198993f.html#sthash.sL5jN1JZ.dpuf