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Lavoro: assunzioni a picco, l’Italia peggio della Grecia

MILANO – Mentre il governo di Matteo Renzi chiede la fiducia al Parlamento promettendo un’azione incisiva sul cuneo fiscale che si mangia gran parte del reddito dei lavoratori, l’Europa rilascia dati scuri sull’andamento del mercato del lavoro italiano. Si allarga cioè la forbice che divide il Nord dal Sud del Vecchio continente e il Belpaese rientra a pieno nei Paesi più arretrati.

Secondo un report della Commissione europea, con dati del secondo trimestre 2013, il totale dei posti di lavoro vacanti nei Paesi della moneta unica era inferiore del 3 per cento rispetto a quanto accadeva 12 mesi prima: 2,1 milioni. Allargando lo sguardo all’intera Unione, nel raffronto annuo le assunzioni sono calate del 4 per cento e il rapporto tra disoccupati e assunzioni è peggiorato da 2,5 a 2,7, indicando “un complessivo peggioramento delle prospettive occupazionali” nel continente.

Tornando a focalizzarsi sulle sole assunzioni, l’Italia è compresa nel novero di Paesi che hanno segnato l’andamento peggiore. La tabella di seguito mostra chiaramente quanto il mercato del lavoro italiano sia proceduto a passo di gambero nel raffronto annuale, con uno scivolone in doppia cifra, mentre il calo delle assunzioni arriva quasi al 30% se si prende come punto di riferimento il periodo antecedente la crisi finanziaria, il 2008. Una performance peggiore è rintracciabile solo in Spagna e Slovenia, ma neppure la tanto martoriata Grecia ha registrato un contraccolpo simile.

repubblica.it Raffaele Ricciardi

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