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L’anno nero delle piccole imprese “Fallite oltre 27 aziende al giorno”

«Il 2013 è stato pesantissimo per il sistema nazionale di micro, piccola e media impresa. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni è stato il peggiore degli ultimi anni; oltre 10.000 fallimenti nell’anno (livello mai raggiunto nel decennio precedente)».

Lo scrive il Garante Pmi, Giuseppe Tripoli, nella Relazione annuale al presidente del Consiglio, che viene pubblicata nel giorno in cui, per i distretti, arrivano buone notizie. Mentre le previsioni di fatturato relative al 2013 restano negative (-1,3% dopo il -3,7% del 2012, comunque meglio del -2,3% stimato per il 2013 per le imprese non distrettuali), secondo il sesto rapporto annuale sull’Economia e finanza dei distretti industriali di Intesa SanPaolo che si basa sui bilanci 2008-2012 di 13mila imprese distrettuali e di 37mila imprese esterne ai distretti operanti negli stessi settori, i ricavi delle imprese distrettuali italiane dovrebbero registrare un aumento anno su anno del 2,2% nel 2014 e del 4,7% nel 2015.

La crisi comunque si fa sentire: l’anno prossimo le imprese dei distretti non avranno ancora pienamente recuperato i livelli di fatturato del 2008. Mancherà ancora l’1,4%, un gap comunque inferiore a quello dell’intero manifatturiero italiano (-9,4%). Insomma, come sintetizza il Chief Economist di Intesa SanPaolo Gregorio De Felice che oggi ha presentato il rapporto a Milano insieme al Ceo Carlo Messina, per i distretti si profila «una ripresa. Certo non brillantissima, ma pur sempre una ripresa».

Le imprese che operano nei distretti, secondo il rapporto, si sono confermate molto più dinamiche delle concorrenti non inserite in aree ad alta specializzazione produttiva: nel 2012, anno di crisi, il fatturato delle prime è calato del 3,7%, mentre quello delle seconde è diminuito del 4,7%. Complessivamente, tra 2008 e 2013, si sono registrati 4,2 punti percentuali di crescita del fatturato in più per le imprese dei distretti.

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