Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità, tangenti in Regione: manager sospesi e società senza vertici

È una corazzata che sta affondando sotto i colpi delle indagini della magistratura, degli arresti e delle ispezioni di Bankitalia. Il governatore Roberto Maroni non fa in tempo a mettere una toppa, che spunta un altro problema. Negli ospedali cadono le teste, mentre le società del Pirellone si ritrovano senza governance.

Di ieri l’ennesimo ospedale commissariato. Il direttore generale di Mantova Luca Stucchi, rinviato a giudizio mercoledì nell’inchiesta di Telemedicina con l’accusa di aver turbato gare d’appalto per favorire aziende legate alla sua area politica (Comunione e liberazione), è stato sospeso. Al suo posto è stato nominato Luigi Cajazzo, ex commissario di polizia, dal 2012 direttore amministrativo dell’Istituto dei tumori. Sulla scia delle indagini che hanno smascherato la (presunta) Cupola trucca-appalti di Gianstefano Frigerio, due settimane fa erano già stati rimossi i manager di Lecco e di Melegnano, Mauro Lovisari (Lega) e Paolo Moroni (ex Pdl).
Togliere agli ospedali la gestione degli appalti

Ma siccome ci sono almeno altri otto manager che intrattenevano rapporti con la Cupola, Maroni vuole togliere agli ospedali la possibilità di fare appalti per concentrare tutte le gare nell’Agenzia per gli acquisti di Regione Lombardia (Arca). Una società che si troverà a gestire quasi 4 miliardi. Quella dell’Arca diventa, allora, una poltrona di gran peso. Il desiderio di Maroni è di metterci un uomo di fiducia: all’attuale direttore generale Andrea Martino è stato dato il benservito. Per sostituirlo è in pole position Luciano Zanelli, manager della Sanità in fuga – dicono le malelingue – dal Friuli Venezia Giulia a guida Pd. Ma la sua nomina è slittata ancora ieri, in contemporanea al ricorso presentato al Tar dall’ex dg Marino, convinto di essere stato scaricato solo per motivi politici.

Il caso Boscagli

Altra società del Pirellone, altre contestazioni. Mercoledì è stato rinviato a giudizio pure l’ex assessore alla Famiglia Giulio Boscagli, attuale vice presidente del Corecom, il Comitato regionale per le comunicazioni, organo che deve dare garanzia di assoluta indipendenza e che distribuisce i fondi pubblici alle tv locali. Su questo fronte dichiara battaglia, dai banchi dell’opposizione, Umberto Ambrosoli: «Il curriculum dell’ex assessore, nonché cognato di Formigoni, già lasciava dubbi sull’esistenza di competenze in tema di comunicazione, ora quel curriculum ha una nota in più di natura giudiziaria. Il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo deve chiedergli di rassegnare le dimissioni».

Finlombarda

Problemi da risolvere – e governance da cambiare – pure in Finlombarda. È la cassaforte di Regione Lombardia, che muove 1 miliardo e 240 milioni di euro l’anno tra pagamenti ai fornitori degli ospedali e distribuzione di fondi alle imprese. Oggi sui cinque componenti del consiglio di sorveglianza – come certifica Bankitalia – solo uno ha competenze specifiche in materia di revisione contabile. Tutto da rifare allora, come dimostra il bando appena uscito al Pirellone per selezionare revisori contabili che andranno a comporre un nuovo, vero collegio sindacale. «Quello delle holding del Pirellone è un modello senza contrappesi, tutto da ripensare», contesta da sempre il Pd, con Enrico Brambilla.

Resta ancora senza direttore generale Infrastrutture Lombarde, la cabina di regia degli appalti per la costruzione degli ospedali e delle strade. Il suo storico direttore generale Antonio Rognoni è in carcere dal 20 marzo.

Simona Ravizza
corriere