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Occupazione, Lombardia in controtendenza ma solo per merito dei lavoratori stranieri

MILANO – Occupazione, la Lombardia va in controtendenza ma solo per merito dei lavoratori immigrati e soltanto perché ci sono più lavori a tempo parziale a scapito di quelli a tempo pieno. Il numero degli occupati in regione è cresciuto dello 0,7% nel 2013 a fronte di un continuo peggioramento in italia, incremento dovuto ai cittadini stranieri che hanno fatto segnare un 5%. Lo spiega il rapporto di Banca d’Italia presentato a Milano, nel quale si aggiunge che l’occupazione l’anno scorso sarebbe, tuttavia, “rimasta stabile se misurata come numero di lavoratori equivalenti a tempo pieno”.

Ma c’è poco di cui rallegrarsi, visto che nel primo trimestre di quest’anno, l’occupazione ha segnato un’inversione di tendenza con un calo dello 0,2%. L’incremento dell’occupazione straniera ha riguardato tutti i settori ma, soprattutto, i servizi e, in particolare, le donne. Gli occupati di cittadinanza italiana sono rimasti, nel complesso, stabili (+0,1%). Il tasso di disoccupazione in Lombardia è conseguentemente salito all’8,1% nella media del 2013 (+0,6% su base annua, 12,2% la media italiana), toccando nell’ultimo trimestre dell’anno il massimo storico dell’8,7%.

Per la classe dei 15-29 anni, il tasso di disoccupazione nel 2013 è stato pari al 20,1% contro una media italiana del 29,6% (17,2% e 25,2% rispettivamente nel 2012). La crisi economica ha peggiorato le prospettive occupazionali dei più giovani: nel 2013 il numero degli occupati fino a 35 anni è sceso del 4,9% (-22,8% la variazione cumulata
dal 2008) mentre quelli con almeno 55 anni sono aumentati dell’11,3% anche per effetto dell’evoluzione demografica e dei cambiamenti nelle norme sulle pensioni. Il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni è salito al 64,9% (55,6% in italia) dal 64,7% nel 2012.

Una situazione ancora molto incerta che si ribalta sul dato del Pil della Lombardia. Anche il 2013 si è chiuso con il segno negativo per l’economia regionale: il Pil è diminuito nella media dell’anno dell’1,3% (dati Prometeia) dopo una contrazione del 2,1% nel 2012. Il calo cumulato tra il 2008 e il 2013 è superiore al 5% ma comunque meno accentuato di quello complessivo in italia. Ci sono tuttavia “segnali positivi soprattutto sul fronte delle aspettative” con un “recupero graduale ma moderato nella seconda parte del 2013 e confermato a inizio 2014”.

repubblica.it