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Assolto il medico che uccise sette malati terminali

«Assolto da tutte le imputazioni». Il dottor Nicolas Bonnemaison, portato in tribunale a Pau (sud-ovest della Francia), per aver provocato la morte di sette pazienti in stato terminale, è stato prosciolto dalla giustizia francese. La lettura della sentenza della Corte di Assise di Pau è stata seguita da lunghi applausi in aula. «Ho agito da medico fino all’ultimo. Fa parte dei doveri del medico accompagnare i pazienti fino alla fine», aveva dichiarato Bonnemaison prima del verdetto.

La vicenda

Il medico dell’ospedale di Bayonne, 53 anni, era accusato di aver «avvelenato» sette pazienti in fin di vita, somministrando loro grandi dosi di sedativo e farmaci e provocando la loro morte. I fatti si sono svolti tra il 2010 e il 2011. Le vittime erano tutte in età avanzata e malati terminali e Bonnemaison, scoperto e denunciato da alcuni infermieri, era stato licenziato dal suo posto nel pronto soccorso dell’ospedale di Bayonne. Inoltre dal 2011 non può esercitare la professione ed è stato radiato dall’albo dei medici il 24 gennaio 2013. Ha sempre ammesso di aver posto fine alle vite di quei pazienti e di averlo fatto per il loro bene.

Il medico rischiava l’ergastolo ma, dopo undici giorni di dibattito, contro di lui erano stati chiesti solo cinque anni di reclusione, con un’eventuale condizionale su tutto il periodo. «Non può essere considerato un assassino nel senso comune del termine», aveva osservato anche l’avvocato dell’accusa.

Il dibattito sull’eutanasia e il caso Lambert

È una decisione «incredibile», ha osservato il legale di Bonnemaison, Benoit Ducos-Ader, che «obbligherà i politici ad intervenire più rapidamente» per riformare la legislazione in vigore sul fine vita. Ora il suo cliente è «sollevato», ha aggiunto. La sentenza, che riaccende il dibattito sull’eutanasia in Francia, arriva il giorno dopo un’altra decisione giudiziaria sul diritto alla cosiddetta «dolce morte».

Il Consiglio di Stato d’oltralpe ha detto sì all’interruzione delle cure a Vincent Lambert, tetraplegico francese di 38 anni in coma dal 2008. Sentenza bloccata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per esaminare il ricorso presentato dalla famiglia. Il suicidio assistito è attualmente legale in Europa in Olanda, Belgio e Lussemburgo.

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