Federazione Sindacati Indipendenti

pubblicato il decreto sulla riforma della pa

ROMA IL NEGOZIATO infinito tra Palazzo Chigi e il Quirinale si è chiuso. E la tanto attesa riforma della pubblica amministrazione, avviata dal ministro Marianna Madia (nella foto), ha visto finalmente la luce. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento entrano in vigore norme che rappresentano una vera rivoluzione per la Pa. A partire dalla staffetta generazionale che, secondo i calcoli del Governo, dovrebbe consentire nei prossimi tre anni ad almeno 15mila giovani di trovare un impiego pubblico.

LA PRINCIPALE misura a impattare sulla staffetta è l’abolizione del trattenimento in servizio, che scatterà a partire dal prossimo 31 ottobre. Oggi, grazie a questo istituto, i dipendenti pubblici possono continuare a lavorare anche se hanno maturato i requisiti per andare in pensione. Non potranno più farlo, con una sola eccezione: i magistrati e gli avvocati di Stato, per i quali è prevista una deroga fino al 31 dicembre del 2015. Allo stesso tempo, sarà allentato il blocco del turnover: la percentuale di assunzioni rispetto alle cessazioni dei rapporti sarà del 20% nel 2014 ma poi salirà progressivamente, fino a toccare il 100% nel 2018.

ALTRA misura importante, sul fronte delle Pa, riguarda la mobilità. Diventa più facile ricorrere a quella volontaria, dal momento che non servirà più l’assenso dell’amministrazione di provenienza. Mentre per la mobilità obbligatoria viene stabilito un limite di 50 chilometri di distanza tra gli uffici, entro il quale non si potrà più rifiutare.

Ma il quadro del decreto, con il passare dei giorni, si è arricchito di diversi altri tasselli. Sono entrate nel suo perimetro, ad esempio, diverse norme di semplificazione dei processi, sia amministrativi che civili. Ci sono, poi, novità per i cittadini e per le imprese: si avvia una procedura che porterà all’introduzione di un modello unico per l’edilizia ma anche per l’avvio di attività produttive. Senza contare tutto il capitolo dedicato agli appalti, che cerca di mettere un limite agli scandali, dopo gli ultimi avvenimenti legati all’Expo 2015.

Matteo Palo