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Condanna esemplare ad oncologo USA

Si chiama Farid Fata, ha 49 anni, origini libanesi, sposato, padre di tre figli, e passerà alla storia come l’oncologo condannato a più anni di prigione nella storia della medicina moderna: in tutto ha assommato 215 anni di carcere consecutivi, poiché riconosciuto colpevole di 16 capi d’accusa: dalla frode sanitaria, alla cospirazione, alla richiesta di tangenti a hospice per l’invio di pazienti, passando per il riciclaggio di denaro. Alla lettura di ogni capo d’accusa, Fata si è limitato a rispondere, a capo chino e indossando una divisa da galeotto, al posto del suo camice immacolato, “Sapevo che non era necessario dal punto di vista medico e l’ho fatto per mia scelta”.

La storia, ampiamente coperta dalla stampa laica americana e inglese, è finita anche sulle pagine di British Medical Journal.

Il ‘dottor Morte’, così è stato soprannominato Fata dalla stampa americana – esercitava la sua professione di oncologo presso sette ambulatori privati della Michigan Hematology Oncology, nell’area metropolitana di Detroit. Il conto che l’oncologo ha presentato a Medicare tra il 2007 e il momento del suo arresto nel 2013, ammonta a 225 milioni di dollari (circa 175 milioni di euro). Ma quello presentato alle persone da lui trattate inutilmente e alle rispettive famiglie è stato ovviamente ancora più salato.

“La sua condotta è stata semplicemente scioccante – ha commentato il giudice Barbara McQuade dopo la lettura della sentenza – Non si è limitato infatti a rubare denaro, ma ha torturato i pazienti, dicendo loro che avevano il cancro, senza che ciò fosse vero”.

Le accuse rivolte a Fata riguardano 10 pazienti, ma nella sua lista di quegli anni ne figurano oltre 1200, molti dei quali presenti in aula alla lettura della sua sentenza, per chiedere spiegazioni su come un solo uomo abbia potuto fare una cosa simile e così a lungo senza complici.

Non è infatti ancora chiaro quanti siano in totale i pazienti che hanno ricevuto in questi anni una falsa diagnosi di cancro e conseguenti chemioterapie inutili, ma potrebbero essere nell’ordine di centinaia.

Maria Rita Montebelli