Federazione Sindacati Indipendenti

L’ispettorato del lavoro: mille controlli l’anno

CASALOLDO. Una giungla che trae linfa vitale dalla connivenza dei committenti, i calzifici regolari. Un sottobosco di commesse che se fin dagli anni Sessanta pescava concime dalle casalinghe desiderose di arrotondare le casse familiari, oggi attinge al bacino degli stranieri, spesso in difficoltà tra permessi di soggiorno difficili da ottenere e tasche vuote.

Una catena sempre più aggrovigliata, in cui il lavoro a domicilio è l’ultimo anello, il buco nero dove è difficile mettere le mani. Se l’attività costante dei carabinieri negli ultimi anni ha smontato pezzo dopo pezzo decine di laboratori clandestini, la maggior parte cinesi, la battaglia al lavoro nero nel settore tessile è tutt’altro che vinta. «Esistono ancora maglierie di cui non si sa nulla, appaiono e scompaiono come funghi» dice Giovanni Pellizzoni, della Uil, che su questo fronte è impegnato da mesi. Pellizzoni non lo dice, ma è convinzione comune alle organizzazioni sindacali, che questi laboratori vengano alimentati dalle realtà produttive della zona, che si rivolgono a ditte non del tutto regolari per abbassare i costi e battere la concorrenza. Cucitura e stiro sono le attività più spesso appaltate all’esterno.

«Basterebbe controllare le bollette della luce per capire se una casa è dismessa o se nasconde un laboratorio». Ma nel lager del lavoro nero oggi non si vedono più soltanto occhi a mandorla. Anzi: «I laboratori cinesi, sfiancati da controlli, multe e blitz si stanno mettendo in regola. È sempre più raro scovare dei clandestini alle macchine da cucire. Ora il gioco è diverso: le loro facciate sono pulite per nascondere il sottobosco di persone che lavorano in nero per loro. Appunto a domicilio: e questi come li smascheriamo?» dice un carabiniere che ha partecipato a molti blitz in questi anni. Lo confermano all’ispettorato del lavoro, i cui dati segnano ben mille controlli nel 2013 e oltre 300 quest’anno.

«Verificare il lavoro a domicilio è complicato, con la legge attuale. Ci muoviamo dietro segnalazioni, o dopo accertamenti nelle zone calde, tipo Castel Goffredo. Ma non si può entrare in un appartamento in scioltezza». Risalire ai committenti, chiamati a rispondere delle inadempienze dei laboratori irregolari, non è impossibile, invece: «Emergono dalla contabilità delle aziende, basta saperla leggere».(r.c.)