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Ebola: 100 persone a contatto con l’uomo contagiato ricoverato a Dallas

“Non c’è tempo per contrastare il diffondersi di Ebola”. Lo ribadisce l’Onu paventando il rischio che il virus possa mutare e trasmettersi anche per via aerea e non più solo tramite il contatto di liquidi corporei. E la paura supera i confini del continente africano. Da Dallas in Texas dove si è registrato il primo caso americano, arriva la notizia che sarebbero circa 100 le persone sotto controllo perché entrate in contatto con il paziente contagiato o con la sua famiglia.

Le autorità sanitarie spiegano che soltanto un gruppo ristretto di queste è stato messo in isolamento. Paura anche alla Hawaii dove mercoledì un paziente è stato posto in isolamento al Queen’s Medical Center di Honolulu. I medici non sono sicuri che abbia contratto il virus ma il paziente è stato sottoposto ad accertamenti che saranno inviati al dipartimento centrale degli Stati Uniti il solo titolato a confermare o smentire il sospetto contagio. Onu: rischio diffusione via aerea “Il virus dell’Ebola potrebbe mutare e diffondersi per via aerea se l’epidemia non verrà tenuta sotto controllo velocemente” è quanto ha dichiarato al Telegraph Anthony Banbury, capo della missione Onu che in Africa Occidentale sta combattendo contro il virus.

Banbury ha affermato che gli operatori umanitari stanno “correndo contro il tempo” per tenere il virus sotto controllo, ma c’è la “possibilità da incubo” che Ebola possa diventare trasmissibile attraverso l’aria. Uno scenario che comunque per ora “rimane improbabile”, secondo l’inviato Onu: ma “non puo’ essere escluso”. Lagarde, Ebola può pesare su economia mondo intero “Un’espansione dell’epidemia dell’Ebola in Africa, se non viene affrontata in maniera urgente e adeguata, pone rischi significativi sul fronte economico e finanziario non solo per quella regione, ma per il mondo intero” ha detto la direttrice del Fmi, Christine Lagarde, che mette in guardia anche da altri rischi geopolitici, come la crisi ucraina e quella del Medio Oriente.

Da Gran Bretagna 160 milioni di euro a Sierra Leone La Gran Bretagna destinerà 160 milioni di euro per combattere l’epidemia in Sierra Leone, uno dei paesi più colpiti, ma la cifra non è sufficiente a far fronte all’emergenza e serve un impegno internazionale.

Lo hanno affermato rappresentanti istituzionali di 20 paesi riuniti a Londra per una conferenza organizzata dal Foreign Office. ”Noi stiamo guidando e coordinando la risposta in Sierra Leone – ha affermato il ministro degli esteri britannico Philip Hammond, riporta la Bbc – ma abbiamo bisogno dell’aiuto internazionale”

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