Federazione Sindacati Indipendenti

Cosa prevede la riforma del lavoro

Il 9 ottobre il senato ha concesso la fiducia al governo sulla riforma del lavoro anche detta Jobs act dopo una lunga discussione in aula e diverse contestazioni da parte del Movimento 5 stelle e della Lega nord. Il senatore del Partito democratico Walter Tocci in disaccordo con la riforma ha votato la fiducia al governo, ma si è dimesso. L’aula ha concesso la fiducia al governo con 165 sì, 111 no e due astenuti.

Cosa prevede la riforma del lavoro presentata dal governo.

Contratto di lavoro a tutele crescenti. La riforma prevede “il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio” per i neoassunti. La delega non cita l’articolo 18 e saranno i decreti delegati a definire le fattispecie per le quali si manterrà il reintegro in caso di licenziamento illegittimo.

Mansioni flessibili e controlli a distanza. Il passaggio da una mansione all’altra in un’azienda diventa più flessibile. Il decreto prevede la possibilità, in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale di rivedere l’inquadramento in vista della tutela del posto di lavoro.

Riforma della cassa integrazione. Sarà impossibile autorizzare la cassa integrazione in caso di chiusura dell’attività aziendale mentre sarà previsto l’accesso alla cassa integrazione solo in seguito alla riduzione dell’orario di lavoro. Saranno rivisti i limiti di durata dell’indennità (adesso il tetto è di due anni per la cassa ordinaria e di quattro per la straordinaria) e una maggiore partecipazione da parte delle aziende che la usano.

Riforma del contributo di disoccupazione. La durata del trattamento di disoccupazione dovrà essere rapportata alla “pregressa storia contributiva” del lavoratore con incremento della durata massima (per ora fissata a 18 mesi a regime nel 2016) per quelli con “le carriere contributive più rilevanti”. Inoltre saranno studiate delle forme di disoccupazione anche per i lavoratori co.co.pro.
Ferie. Si prevede la possibilità per chi non abbia sfruttato tutte le ferie a cui ha diritto adicederle a colleghi che ne abbiano bisogno per assistere figli minori che necessitano di cure.

Contratto di solidarietà. Il campo di applicazione dei contratti di solidarietà sarà allargato. Attraverso la riduzione dell’orario di lavoro e dei salari, secondo il governo, si otterrà un aumento delle assunzioni.

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