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Continua la fuga dei Chirurghi

A lanciare l’allarme è la Società italiana di chirurgia (Sic), tramite il suo presidente eletto Francesco Corcione: l’Italia “non è un paese per chirurghi”.

Nonostante il numero degli iscritti a medicina sia sempre crescente, non vi sono incentivi alla professione e quindi vi è un continuo calo di iscrizioni alle scuole di specializzazione: tra soli 10 anni, per sopperire alla mancanza di chirurghi italiani, bisognerà ricorrere agli specialisti stranieri.

Coloro che si specializzano in Italia, nella maggior parte dei casi preferisce cercare fortuna all’estero, dove un medico è riconosciuto e pagato secondo la sua bravura, in un sistema più meritocratico del nostrano.

Basta citare qualche cifra, come per esempio il fatto che nel 2011 mancavano all’appello 8.800 medici, che, secondo alcune stime, diventeranno 22 mila nel 2018 e 34 mila tra soli 10 anni, per capire la situazione attuale e la sua portata.

Diventare chirurgo, ricorda Corcione, non è più un sogno per i giovani medici: un laureato in medicina tra specializzazione e precariato inizia a guadagnare ben 10 anni dopo i suoi ‘colleghi’ in ingegneria o giurisprudenza.

Unico dato positivo è il numero di donne che decide di specializzarsi: in 10 anni, infatti, le iscritte alle scuole di specializzazione in chirurgia sono aumentate dall’8% del 2001 al 50% del 2010.

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