Federazione Sindacati Indipendenti

Addio a straordinari e ferie, la Maugeri propone un piano “lacrime e sangue”

Pavia, – «Inaccettabile e vergognosa». La segreteria provinciale FSI, altre OO.SS e i delegati aziendali bollano così la proposta che i vertici della Maugeri hanno presentato ai sindacati per ridurre il deficit. Fondazione Maugeri nella bozza parla di un piano che sta approntando «per individuare interventi di risparmio in ogni singolo Istituto anche attraverso una riorganizzazione delle attività che prevede una ulteriore riduzione dei contratti di collaborazione con lavoratori e autonomi e delle prestazioni di terzi».

Nel frattempo però, dal 2015 al 2017 tutte «le indennità extracontrattuali (contributi spese, rischio generico, straordinari e reperibilità maggiorate, indennità di disagio, indennità di funzionalità) sono da ritenersi sospese temporaneamente» e «per quanto riguarda le quote di produttività e incentivazione verranno identificati gli interventi temporanei che ne prevederanno la sospensione totale o parziale».

Un interventi poi è anche previsto sull’indennità di esclusività in quanto elemento distinto della retribuzione che non viene calcolato al fine della determinazione del monte salari. Inoltre, stando alla proposta, i lavoratori potrebbero anche perdere 6 giorni di ferie l’anno e le prestazioni di lavoro straordinario saranno «compensate esclusivamente con recuperi e riposi compensativi«.

A fronte di questo, non sembra in discussione l’applicazione del contratto previsto per la sanità pubblica e la Fondazione intende ulteriormente incentivare l’attività di ricerca scientifica introducendo forme di incentivazione individuale legate sia all’ottenimento di progetti di ricerca sia all’effettivo volume di pubblicazione. Di conseguenza, dal 2015 viene contestualmente eliminata «l’attuale indennità di ricerca scientifica, voce stipendiale che attualmente non è legata a specifici meriti o risultati».

Secondo la FSI e tutte le altre OO.SS. è una proposta che «scarica tutti i sacrifici sui lavoratori». «Manca qualsiasi impegno da parte dell’azienda a recuperare risorse attraverso risparmi aziendali, contro gli stessi impegni dichiarati in precedenza — hanno detto i sindacati —. Ci aspettavamo un taglio degli stipendi dei vertici, invece niente.

I 60 milioni da trovare in tre anni si cercano solo nelle tasche dei lavoratori»

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