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Lavoro, un anno nero soprattutto per i giovani

Il quadro è impietoso: una sfilza di segni negativi in quasi tutti gli indici. Giovani, meno giovani, italiani, stranieri. Apprendistato o a tempo indeterminato. Bacino di Vercelli o Borgosesia. Gli unici segni positivi riguardano qualche comparto, come il tessile e la sanità, e le ore di cassa integrazione straordinaria e in deroga, che schizzano alle stelle. A delineare la situazione sull’occupazione nel Vercellese è l’Osservatorio regionale del mercato del lavoro, che periodicamente, grazie ai dati delle amministrazioni provinciali, stila un report per ogni provincia sul numero di assunzioni, suddividendole per genere, settori, fasce d’età e tipo di contratto.

L’ultimo studio confronta il periodo gennaio-giugno 2013 con il gennaio-giugno 2014. In dodici mesi le assunzioni nel Vercellese sono diminuite del 3,8%. Il calo maggiore, a seconda dell’età, riguarda la fascia 25-34 anni (-14,2%) e 15-24 (-11,9%). Segno più per la fascia 35-49 anni (+0,3%) e over 50 (16,2%). Diminuiscono di più le assunzioni di cittadini extracomunitari (-19,4%) in confronto agli italiani (-0,8%). Sul tipo di contratto hanno la peggio i lavoratori a tempo indeterminato (-8,2%), chi si propone come apprendistato (-8,0%), e i lavoratori subordinati (-5,1%). Diminuiscono i full time (-4,1%) e i part time (-3,1%).

Aumenta del 20,4% il lavoro precario. In generale le assunzioni nei primi 6 mesi del 2014 sono state 8712 (4229 donne e 4483 uomini), contro le 9057 del gennaio-giugno 2013. La differenza è di -345 contratti.

Lo studio divide le assunzioni anche in base al settore. Qualche spiraglio c’è, in particolare nell’industria alimentare (+2,4%), nell’industria tessile, abbigliamento e pelli (+16,3%), metalmeccanica (+7,1%). In picchiata l’industria chimica e della gomma-plastica (-30,5%).

Quasi tutti i contratti nel campo dei servizi sono in diminuzione: commercio (-13,7%), alloggio e ristorazione (-17,9%), trasporti e magazzinaggio (-14,1%), istruzione e funzione pubblica (-16,9%). Aumentano nella sanità (+37,4%) e i servizi avanzati alle imprese (+31,2%). Schizzano alle stelle invece le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps dal 2013 al 2014. Le ore di straordinaria aumentano del 38,6%, quella in deroga +27,3%; solo l’ordinaria diminuisce del -24,9%. Diminuiscono le domande di cassa integrazione in deroga presentate (-2,7%), le imprese richiedenti (-13,6%), i lavoratori interessati (-25%) e il monte ore richiesto (-31,8%). Nel gennaio-giugno 2013 le ore richieste sono state 628.143, nel gennaio-giugno 2014 428.521.
Difficile, quindi, intravedere qualche spiraglio. «Questa è una provincia a due velocità – commenta Carmine Lungo, segretario confederale Cgil Vercelli Valsesia -; nella parte alta le aziende di nicchia reggono e aumentano gli utili, mentre nella parte bassa la situazione è stagnante.

L’ufficio vertenze di via Stara lavora full time per continui fallimenti e chiusure».
Segnali positivi, quindi, non se ne vedono: «Manca una politica che faccia ripartire le assunzioni di giovani, sia a livello nazionale che provinciale; nel raro caso ci sia qualche assunzione si tende, purtroppo, a trovare l’operaio che costa meno. E anche in presenza di utili l’occupazione non cresce».

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