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Gela: Segreteria territoriale FSI: personale ausiliario bistrattato

GELA – In diverse occasioni, nei mesi scorsi, la nostra Segreteria Territoriale ha denunciato la grave carenza numerica del personale Ausiliario in servizio, nelle U. O. dei Presidi Ospedalieri dell’ASP 2 di Caltanissetta, con l’auspicio di attirare la Vs attenzione verso una grave problematica divenuta oramai insostenibile.

Chi scrive, recentemente ha richiesto l’autorizzazione ad aumentare le ore di servizio di ausiliarato della ditta esterna, per consentire il riposo e il saldo ferie al personale in servizio a tempo indeterminato.

Nei mesi scorsi, la Segreteria FSI, ha presentato, presso gli Uffici della Direzione Sanitaria di Presidio e Aziendale, un progetto denominato “Assistenza Alberghiera Continua”, finanziabile con una piccola quota del fondo destinato alla produttività del personale del comparto, grazie alla quale l’Azienda “acquisiva” dagli ausiliari delle ore aggiuntive di lavoro, utili ad alleggerire i carichi di lavoro del personale in servizio. Il progetto, garantiva un giusto riconoscimento economico per i turni di servizio svolti in extra rispetto a quelli istituzionalmente dovuti e la presenza continua di personale dedicato nelle U. O. e nei Servizi dei Presidi Ospedalieri.

Oggi, si assiste al proliferarsi di ordini di servizio “verbali e telefonici”, impartiti dalle diverse Direzioni Sanitarie e/o dagli Uffici Infermieristici dei vari Presidi Ospedalieri.

Disposizioni che allarmano la scrivente, poiché il singolo ausiliario riceve l’imposizione, spesso verbale e qualche minuto prima di iniziare il proprio turno, di prestare servizio in due o tre diverse Unità Operative (Chirurgia/Ortopedia o ORL/Urologia/Hospice/ mal. Infettive, ecc. ecc.).

I carichi di lavoro che scaturiscono da tali disposizioni sono proibitivi, sia per la logistica ambientale delle singole U. O. (corridoi lunghi e corsie distanti tra loro) che per i servizi (Radiologia, Laboratorio Analisi, Sale Operatorie, Magazzini, Farmacia, sala gessi, ecc.) ubicati in piani diversi e a distanze (Kilometriche per il numero di volte che vengono percorse) non colmabili dal solo operatore in servizio.

Carichi di lavoro proibitivi per l’unico ausiliario in servizio che riceve l’imposizione di assistere più di 40 pazienti divisi in tre diverse Unità Operative con consegne di servizi ordinari e urgenti ricevuti da due o più cabine di regia (un lavoro da maratoneta dei “corridoi”).

Il risultato, di tanto lavoro nei corridoi dei Presidi, è la totale assenza all’interno delle singole U. O., già orfani alla nascita dei previsti OSS, di una figura strategica e fondamentale come quella dell’ASS per garantire l’ottimale assistenza ai pazienti ricoverati, servizio spesso garantito da altre figure professionali (Medici e Infermieri), nell’imbarazzo complessivo di utenti e operatori.

Il numero degli ausiliari dedicato ai servizi è sottodimensionato o addirittura assente, l’U. O. semplice di Oncologia del P. O. “Vitt. Emanuele” di Gela che assiste più di 15 Pazienti giornalieri (9 ore al dì) affida il servizio Alberghiero a una sola unità presente, sempre nello stesso Presidio ricordiamo le U. O. di senologia e oculistica senza unità dedicate, i Servizi (funzionanti H 24.00) di Radiologia e Laboratorio Analisi con una sola Unità, Ortopedia due sole Unità, ORL e Urologia due sole Unità, la Rianimazione scoperta di personale Ausiliario nelle ore notturne. L’U. O. di Ostetricia e Ginecologia non prevede personale Ausiliario in Sala Parto, nelle ore diurne la sola Unità presente in corsia deve garantire gli standard qualitativi di una buona recettività alberghiera delle sale di degenza e l’igiene degli ambienti dedicati al parto, mentre nelle ore notturne l’unica ausiliaria in servizio diventa reperibile per tutto il Presidio (218 P.L.).

Questa segreteria, a difesa del personale Ausiliario, sempre più bistrattato e mortificato da logiche di gestione che si sono dimostrate distratte e lontane da una giusta e logica considerazione per il ruolo rivestito dalla figura nei nostri ospedali, dichiara il proprio stato di agitazione e si impegna fin da adesso a intraprendere ogni forma di lotta sindacale per il giusto riconoscimento dei diritti lesi (eccessivi carichi di lavoro) alla categoria rappresentata.

La scrivente, in merito a quanto descritto sopra chiede un immediato incontro con le S. V. per meglio definire un percorso rapido che preveda una diminuzione dei carichi di lavoro e un miglioramento della qualità assistenziale e alberghiera offerta all’utenza.

La Segreteria Territoriale FSI di Caltanissetta