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Dichiarazione dei redditi precompilata: il 70% da integrare

Tra gli obiettivi di semplificazione e di lotta all’evasione fiscale del governo Renzi c’è anche la dichiarazione dei redditi precompilata, approvata ufficialmente nel Consiglio dei Ministri del 30 ottobre nell’ambito del nuovo decreto legislativo di semplificazioni fiscali e che dovrebbe essere resa disponibile entro il 15 aprile di ogni anno, a partire già dal 2015.

Integrazioni e correzioni
Ma degli oltre 20 milioni di 730 precompilati che verranno diffusi il prossimo anno, si stima che il 71,7% necessiterà di integrazioni, mentre il 28,3% avrà bisogno di correzioni. Nel 2016 – quando verranno utilizzati anche i dati presenti nel Sistema Tessera Sanitaria e sugli altri oneri deducibili e detraibili – la situazione dovrebbe migliorare e la percentuale delle dichiarazioni precompilate che avranno bisogno di integrazioni scenderà al 45,2%.

La previsione è del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC), il cui Presidente Gerardo Longobardi ha ribadito in audizione presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe Tributaria che la dichiarazione dei redditi precompilata rappresenta sicuramente un intervento apprezzabile sul fronte delle semplificazioni, ma vi sono alcuni aspetti che potrebbero dare luogo a delle difficoltà per gli operatori economici.

Sostituti d’imposta
Ad esempio i sostituti d’imposta avranno in più l’onere di trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il 7 marzo di ogni anno, le certificazioni attestanti i redditi erogati, le ritenute operate, le detrazioni d’imposta effettuate e i contributi previdenziali e assistenziali trattenuti. In caso di omessa, tardiva o errata certificazione è prevista una sanzione di 100 euro.

Per non gravare eccessivamente sui sostituti d’imposta, il CNDCEC propone:

di limitare l’obbligo di invio telematico all’Agenzia delle sole certificazioni relative ai soggetti ammessi all’utilizzo della dichiarazione precompilata: lavoratori dipendenti, collaboratori e pensionati;
l’abrogazione dell’obbligo di indicazione nel modello 770 dei dati già confluiti nella predetta comunicazione.
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