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Rimpasto Regione Lombardia: gli assessori in uscita e in entrata nella giunta Maroni

Il rimpasto in Regione Lombardia vede ancora delle posizioni aperte per gli assessori. Da una parte è stata la Lega Nord a chiedere che si procedesse in questo senso, per non perdere le proprie posizioni di forza. Dall’altra parte Forza Italia potrebbe anche approfittare della situazione per uscire vittoriosa dall’impresa. E’ pur vero che i due partiti a Roma non sono sulla stessa lunghezza d’onda, ma in un contesto regionale come quello della Lombardia sarebbe fondamentale che non esistessero dissapori.

Intanto aumentano le indiscrezioni sul rimpasto e si fanno sempre più forti le voci, secondo le quali dovrebbero uscire dalla Regione l’assessore alla casa Paola Bulbarelli, l’assessore alla salute Mario Mantovani, e il sottosegretario all’Expo 2015 Fabrizio Sala. Ci sarebbero comunque dei posti disponibili, in primo luogo per Licia Ronzulli e poi per Fabio Altitonante.
Le indagini su Alfredo Iorio

Il nome di Fabio Altitonante ha fatto ricorso in uno scandalo che ha interessato l’imprenditore Alfredo Iorio. Quest’ultimo è stato arrestato dalla Dia nell’ambito di un’inchiesta per mafia e dalle sue confessioni sono emersi molti punti: mazzette ad amministratori locali, agganci in tribunale, aste immobiliari aggiudicate in anteprima e presunte cene offerte a Stefano Maullu e al Pdl. Iorio ha anche rivelato a questo proposito: “Sono stato con lui e con l’altro assessore provinciale (Altitonante) a Roma, al convegno del Pdl. Ho pagato due cene e basta”.
La ‘ndrangheta in Lombardia

Ultimamente nelle indagini effettuate emergono diversi nomi di assessori, consiglieri, dirigenti pubblici, che, per un motivo o per un altro, sembrano presentare legami con i clan calabresi, i quali, attraverso questi esponenti della politica lombarda, troverebbero l’opportunità di mettere in atto vere e proprie infiltrazioni, di trovare in Lombardia un terreno “fertile” per continuare i loro affari. Eppure c’è ancora chi continua ad affermare che al nord la mafia non esiste, ma via via sono emerse molte imprese coinvolte con le cosche. Proprio a tali imprese erano state affidate diversi lavori pubblici in Lombardia. E poi ancora collusioni e sospetti, che molto spesso vanno al di là dei semplici dubbi sul coinvolgimento dei politici.

Per il momento assistiamo soltanto a delle indiscrezioni sui nuovi posti di potere in Lombardia in seguito al rimpasto, ma, se venissero confermate, potrebbero costituire un’altra “prova” del fatto che la Lombardia stia diventando un vero campo d’azione per i clan della ‘ndrangheta, che stanno trovando un loro spazio in un contesto economico prolifico, in settori molto importanti, come la sanità e l’Expo 2015

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