Federazione Sindacati Indipendenti

FSI: ospedale Versilia a rischio ridimensionamento

VIAREGGIO. Si rischiano tagli ai servizi, e non solo agli sprechi, con la riduzione delle Asl toscane da 16 a 3. L’allarme arriva dai sindacati dei dipendenti dell’azienda sanitaria versiliese, e in particolare dal sindacato Fsi. Che si dice scettico rispetto al piano del presidente della Regione Enrico Rossi.

“Al momento – spiega Daniele Soddu della Fsi – le riforme della Regione hanno portato a superticket e a liste d’attesa enormi, con disagi notevoli per i cittadini. Ora si annuncia un taglio deciso agli sprechi, che secondo il governatore Rossi avverrà grazie alla trasformazione delle 16 Asl oggi esistenti in Toscana in 3 maxi-Asl, con sede nelle aziende ospedaliero-universitarie di Pisa, Careggi e Siena».

Per la Versilia, il destino è quello di finire inglobata da Pisa assieme a Lucca, Massa e Livorno. Sui tempi della riforma, peraltro, ci sono versioni discordanti: per alcuni sarà pronta già a Natale, per altri si dovrà attendere la fine del 2015.

“Questa revisione della struttura, però – continuano i rappresentanti sindacali dell’Fsi – ha già prodotto un nuovo ente regionale: l’Estar. Che ha già un direttore, con relativo stipendio. Che cosa succederà invece alle Aree vaste e delle Società della salute, fonti di uscita copiosa del denaro pubblico, non si sa. Noi, intendiamoci, ci auguriamo che si passi davvero a una riduzione delle spese inutili e del costo dei vertici. Ma è tutto da vedere”.

Il timore dei lavoratori è che “ancora una volta si vada a risparmiare sui servizi e sulle attività. Lo si è già fatto con i centri trasfusionali e l’anatomia patologica: il fulcro di queste attività, un tempo al “Versilia”, ora sono rispettivamente a Pisa e a Massa. E non ci convince la rassicurazione generica sul fatto che le scelte riguarderanno solo le alte specialità. Tanto per capirsi, siamo d’accordo sul prevedere un’unica neurochirurgia o un’unica cardiochirurgia tra Pisa, Lucca, Massa e la Versilia. Ma a nostro avviso la rivoluzione toccherà anche reparti che sono vitali per un ospedale, e non solo quelli di elezione. La conseguenza è che il nostro ospedale, dove l’attività è già stata ridotta negli anni, verrà penalizzato”