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lombardia: riforma sanitaria in giunta entro natale

Milano, “La sanità lombarda è un’eccellenza da un punto di vista etico ma anche da un punto di vista economico, perché siamo la Regione dove è più efficiente e costa di meno, siamo un modello da imitare, perché, se tutte le Regioni facessero nella sanità quello che fa la Lombardia, si risparmierebbero molto più dei 4 miliardi di tagli previsti dalla Legge di Stabilità per le Regioni”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni nel corso del suo intervento, questo pomeriggio, all’evento per i 90 anni dell’Università degli Studi e per i 20 anni dell’Istituto Europeo di Oncologia ‘Uniti per i pazienti’. “Detto questo – ha proseguito Maroni – noi stiamo procedendo comunque a una riorganizzazione del nostro sistema socio-sanitario per renderlo ancora più efficiente. Grazie al professor Veronesi, che ha guidato il gruppo di lavoro di esperti, abbiamo scritto il Libro Bianco ed entro Natale porterò in Giunta per l’approvazione la legge regionale di riforma del sistema socio-sanitario lombardo”.

“Sono particolarmente contento di essere qui, oggi, per l’anniversario di due Istituzioni non solo di Milano e della Lombardia, ma dell’Italia e dell’Europa. Da una parte, l’Università degli Studi di Milano, un ateneo ancora giovane, avendo solo 90 anni, eppure capace di farsi apprezzare e riconoscere per la qualità dei livelli di formazione, che è in grado di assicurare ai suoi studenti. Dall’altra, lo Ieo, l’Istituto che da due decenni rappresenta uno dei fronti più avanzati della ricerca, della cura, dell’organizzazione sanitaria, impegnato con successo a salvare la vita e la salute di chi ha dovuto fare i conti con un tumore”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni nel corso del suo intervento, questo pomeriggio, all’evento per i 90 anni dell’Università degli Studi e per i 20 anni dell’Istituto europeo di Oncologia ‘Uniti per i pazienti’.

RICONOSCMENTO – Maroni ha cominciato il suo intervento con un saluto e un ringraziamento al rettore dell’Università degli Studi Gianluca Vago e al professor Umberto Veronesi, direttore scientifico dello Ieo. “L’attività svolta dal 1994 dal professor Veronesi e dalla sua squadra – ha detto il governatore – ha dato lustro alla Sanità e alla Ricerca del nostro territorio e del nostro Paese nel mondo. Il contributo fornito in termini di vite umane curate e salvate, con le metodologie più avanzate, è inestimabile”.

IL MODELLO VINCENTE DELLO IEO – “Lo Ieo non rappresenta solo un’avanguardia in termini scientifici – ha chiarito Maroni -, ma anche un modello innovativo di ospedale: una struttura sanitaria in cui si mettono in pratica i principi propri di una sana gestione privata”. “Questo modello – ha sottolineato -, come testimoniano i numeri, si è rivelato vincente: ogni anno allo Ieo si ricoverano circa 15.500 persone e oltre 600.000 ricevono prestazioni ambulatoriali. E, in più, dato da evidenziare, soltanto la metà di questi pazienti sono lombardi. Questo fa dell’Istituto europeo uno dei principali poli di attrazione della ‘buona Sanità lombarda’, un ospedale che, in più, eroga prestazioni in regime di accreditamento presso il Sistema sanitario regionale dal ’99; un ospedale che quindi collabora e contribuisce al servizio sanitario pubblico”. “Per tutte queste ragioni sinteticamente richiamate – ha concluso Maroni -, desidero ringraziare di cuore Umberto Veronesi e la sua creatura, il personale sanitario e amministrativo, augurando a tutti di poter continuare, forti di questo passato, per raggiungere nuovi e ambiziosi traguardi”.

Io credo fortemente nel connubio tra ricerca e sanità. Un rapporto che produce risultati concreti, pratici e applicabili, che migliora e salva le vite. I principi alla base del modello dello Ieo mi stanno a cuore, perché sono gli stessi che stanno orientando il mio mandato da presidente di Regione Lombardia. Nel corso della legislatura abbiamo già stanziato oltre 270 milioni di euro in ricerca e innovazione, di cui 124 milioni solo in ambito sanitario, ma vogliamo raggiungere obiettivi ben più ambiziosi. Vogliamo arrivare a dedicare almeno il 3 per cento del Pil della Regione Lombardia, Pil di 330 miliardi, in investimenti in ricerca, il che significherebbe 10 miliardi in investimenti per la ricerca applicata, anche nella sanità”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, nel corso del suo intervento, questo pomeriggio, all’evento per i 90 anni dell’Università degli Studi e per i 20 anni dell’Istituto europeo di Oncologia ‘Uniti per i pazienti’.

ISTRUZIONE, EDUCAZIONE, SANITÀ – “Istruzione, educazione e sanità sono componenti molto forti della Lombardia – ha sottolineato Maroni -, fattori che contribuiscono a identificare la Lombardia; una buona formazione degli studenti e la capacità di “prendersi cura” delle persone che presentano problemi di salute, questi sono elementi irrinunciabili. Istruzione vuol dire ricerca e ricerca vuol dire cimentarsi con i problemi che affliggono le persone e le comunità in cui queste vivono. Istruzione vuol dire anche conoscenza e ciò significa essere consapevoli di quello che accade intorno a noi”. “Dobbiamo essere consapevoli della condizione in cui viene a trovarsi una persona ‘malata’ – ha proseguito il presidente -, sia quando è dentro che quando è fuori dall’ospedale, sia quando sta effettuando un trattamento per sconfiggere la malattia, sia quando è a casa assieme alla sua famiglia, preoccupato di un’eventuale ricaduta”.

DALLA CURA DEL MALATO A PRENDERSI CURA DEL MALATO. “Proprio partendo da queste riflessioni – ha ricordato Maroni – ha mosso i primi passi il Libro Bianco della Salute, che ho voluto promuovere per migliorare ulteriormente il sistema sanitario lombardo. Solo con una piena consapevolezza dei problemi connessi alla salute dei cittadini possiamo orientare la direzione del nostro Sistema dal curare al prendersi cura. Questo è il punto di riferimento della riforma, per adeguare e migliorare il sistema sanitario lombardo che già rappresenta un’eccellenza per le prestazioni di cura e di spesa”. “Dal curare il malato a prendersi cura del malato. Per mantenere standard di eccellenza in un mondo che cambia – ha spiegato – bisogna apportare dei cambiamenti, mirati, puntuali. Vogliamo adattare il sistema socio sanitario regionale alle nuove necessità del territorio, preservando il principio della libera scelta, perché questo modello ‘sussidiario’ ha dimostrato di essere in grado di rispondere adeguatamente ai bisogni delle persone, pur rispettando la sostenibilità delle casse regionali”.

LIBERTÀ DI SCELTA – “La libertà di scelta tra Pubblico e Privato è un principio di libertà e uno strumento di efficace contenimento dei costi, di monitoraggio dei servizi offerti e di promozione di un costante aggiornamento delle strutture – ha sottolineato il governatore lombardo -. Vogliamo calibrare meglio il meccanismo delle tariffe, per renderlo efficiente anche nella cura dei pazienti cronici. Vogliamo ampliare il concetto di ‘governo attraverso il controllo dell’efficienza’ non solo alla dimensione economica, ma anche a come la domanda di cure viene soddisfatta e su come le persone sono accudite”. “Questo è il progetto di sviluppo del Sistema sanitario regionale – ha concluso Maroni -, siamo a buon punto, ma non saremmo qui senza il prezioso contributo di una commissione di saggi competenti, i maggiori esperti in medicina e sanità del nostro territorio, alla cui guida c’è il professor Veronesi, che voglio ancora ringraziare. A loro si devono una serie di contributi qualificatissimi, che ci hanno aiutato per la stesura delle nuove regole”.
Redazione
(mi-lorenteggio.com)