Federazione Sindacati Indipendenti

Tar Lombardia: “Ordinanza Milano slot legittima per motivi sanitari”

“Alla stregua del diritto europeo, le restrizioni all’iniziativa economica (anche in materia di sale da gioco) possono essere giustificate da esigenze imperative connesse all’interesse generale, tra cui possono ricomprendersi la tutela degli utenti per arginarne l’incitamento alla spesa eccessiva, nonché la prevenzione delle turbative dell’ordine sociale”. Con questa motivazione, i giudici amministrativi del Tar Lombardia hanno respinto l’istanza cautelare di un concessionario e ribadito la validità dell’ordinanza del Comune di Milano sugli orari di accensione delle slot, da settimane al centro di sentenze contrastanti.

“Il potere sindacale di disciplinare gli orari delle sale giochi e degli esercizi nei quali siano installate apparecchiature per il gioco, anche al precipuo fine di contrastare il fenomeno del gioco di azzardo patologico, non pare interferire con i titoli di legislazione esclusiva dello Stato, dall’altro, non sembra confliggere con l’attuale quadro di legislazione concorrente della Regione”, si legge nell’ordinanza della prima sezione del Tar.

In particolare, per il tribunale lombardo “la valutazione del Comune circa l’incidenza negativa sulla salute dei cittadini (intesa, pare di capire, in termini non solo di malattia ma anche di pericolo per il benessere individuale e collettivo della popolazione locale) derivante dall’apertura prolungata delle sale giochi, appare idonea e adeguata in quanto i dati allegati in atti evidenziano l’incremento esponenziale degli utenti seguiti per gambling dai Ser.t., in stretta correlazione con l’aumento della diffusione delle sale da gioco (a Milano sussistono 1992 esercizi commerciali, per un totale di 8165 apparecchi da gioco); – i soggetti giovani ed anziani appaiono (anche secondo norme di comune esperienza) maggiormente esposti alla capacità suggestiva del guadagno derivante dalla scommessa; – il numero dei soggetti, tra le categorie a rischio, non è un dato trascurabile quando si tratta di intervenire a tutela di beni fondamentali (si trattasse anche di sole 100 persone)”.

Per i giudici, “la valutazione del Comune appare anche necessaria, in quanto l’introduzione (mercé il D.L. n. 158/2012, art. 7, comma 10) di forme di progressiva ricollocazione dei punti della rete fisica di raccolta del gioco, territorialmente prossimi a zone sensibili (ed analogo discorso può farsi con riguardo alle misure limitative introdotte con la legge regionale n. 8/2013 e con la D.G.R. n. 1274/2014, emanata in attuazione della stessa), è destinata ad operare solo rispetto alle concessioni di raccolta di gioco pubblico affidate successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, restando quindi escluse le autorizzazioni già rilasciate”.

TUTELA INTERESSE PUBBLICO PRIMA DI QUELLO ECONOMICO – Con un’altra ordinanza, la sezione prima del Tar Lombardia ha fissato al febbraio 2015 la trattazione di merito del ricorso presentato dalla titolare di una sala da gioco contro un provvedimento con cui il Comune di Milano l’aveva diffidata dell’insediamento della stessa in quanto detta attività era stata avviata “successivamente all’entrata in vigore della legge regionale, che ha introdotto limiti di distanza per le nuove collocazioni di apparecchi da gioco lecito ex art. 110 TULPS”.
Per i giudici, “avverso le richiamate disposizioni la ricorrente ha sollevato eccezioni di illegittimità costituzionale e di incompatibilità con il diritto dell’Unione europea, nella contrapposizione degli interessi, il pregiudizio di natura prettamente economica lamentato dalla ricorrente non può che recedere a fronte dell’interesse pubblico perseguito con i provvedimenti impugnati, diretti a salvaguardare il bene della salute e le esigenze della ricorrente possono ritenersi adeguatamente tutelate con la sollecita definizione del giudizio nel merito, nella cui fase verranno approfondite le questioni sollevate”.
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