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Corruzione: Italia come la Romania, in fondo alla classifica

ROMA (WSI) – L’Italia, appena finita nelle prime pagine dei giornali internazionali per la cupola mafiosa romana di imprenditori e politici, è tra i paesi più corrotti al mondo piazzandosi al 69esimo posto della classifica dei più virtuosi, tra la Grecia e la Romania.

Unica magra consolazione: l’indice della nostra nazione è rimasto stabile. Sul podio Danimarca, Nuova Zelanda e Finlandia, seguite da Svezia, Norvegia e Svizzera. Chiudono la top ten Singapore, Olanda, Lussemburgo e Canada.

Cresce invece la corruzione in Cina e in Turchia; aumentano le difficoltà di alcuni Paesi emergenti a contrastare le attività illegali. E la maglia nera va a Sudan, Corea del Nord e Somalia, fanalino di coda e paese più corrotto al mondo.

La classifica di Transparency International è stata pubblicata insieme a un rapporto in cui si chiede alle principali piazze finanziarie internazionali di contrastare più efficacemente il riciclaggio.

Transparency stila una classifica di 178 Paesi sulla base di un coefficiente da 0 a 100, facendo riferimento a pareri di esperti di alcune organizzazioni, tra le quali Banca mondiale, Banca africana per lo Sviluppo, Fondazione Bertelsmann.

La Cina, al 100esimo posto su un totale di 178 Paesi, ha fatto registrare una perdita di 20 posizioni rispetto allo scorso anno, mentre la Turchia è retrocessa di 11 posizioni, piazzandosi al 64esimo posto.

Gli Stati uniti, con un coefficiente di 74, si ritrovano al 17esimo posto, preceduti dalla Germania (12esima appena dietro all’Australia) e dal Regno Unito (14esimo), seguiti da Francia (26esima) e Spagna (37esima).

L’Occidente è lontano anni luce dall’Italia, che però non ha peggiorato il punteggio dell’anno precedente di 43 punti, confermato.

L’India si è piazzata all’85esimo posto, il Messico al 103esimo, l’Iran al 136esimo. Nelle retrovie la Russia, solo 136esima con un coefficiente di 27 su 100.

Le ultime posizioni sono occupate infine, da Iraq (170esimo), Sud Sudan (171), Afghanistan (172), Sudan (173) e, appaiate in coda, Corea del Nord (174) e Somalia (174).

(DaC) wallstreetitalia.com