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Eseguito a Monza il primo trapianto di ginocchio al mondo

Ci capita spesso nel corso delle nostre giornate di appellarci allo sfuggente destino definendolo beffardo e crudele in maniera del tutto metaforica, senza tuttavia renderci conto che alle volte il fato può essere davvero beffardo e crudele, come nel caso di una fisioterapista veronese 37enne che si è trovata a non poter usare il proprio ginocchio (neanche con l’ausilio di una protesi) dopo aver dedicato buona parte della sua vita a ripristinare le altrui articolazioni.

Dove il destino toglie, può accadere tuttavia che l’ingegno umano restituisca quanto venuto improvvisamente a mancare ed è così che un’equipe di medici brianzoli è riuscita in un’operazione di trapianto del ginocchio mai tentata in tutta la storia della medicina mondiale, conferendo al nostro Paese un motivo di vanto in ambito sanitario e alla giovane donna la possibilità di riprendere le sue normali attività quotidiane, fisioterapia inclusa.

Il primo trapianto d ginocchio al mondo è stato effettuato presso la struttura ospedaliera “Policlinico di Monza” venerdì scorso grazie alla collaborazione tra i chirurghi presenti nella struttura e ricercatori facenti capo all’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano, la cui banca dell’osso ha fornito il materiale osseo necessario (grazie alla presenza di una donatrice) al trapianto, conferendo così ai medici brianzoli la materia prima per tentare l’esperimento ,anche in assenza di una letteratura medica antecedente.

L’intervento compiuto a Monza implementa e integra le precedenti operazioni compiute su ginocchia danneggiate presso gli ospedali di Bologna e Cortina, all’interno dei quali erano state recentemente trapiantate alcune parti di ginocchio per restituire funzionalità all’articolazione compromessa, senza che si giungesse,tuttavia alla sostituzione dell’intera struttura ossea.
L’intervento è durato poco meno di sette ore ed è perfettamente riuscito in virtù di una particolare consonanza fisica tra la donatrice e la ricevente; consonanza che ha consentito il trapianto senza che i medici abbiano dovuto intervenire troppo sull’articolazione con l’intento di modellarla e renderla compatibile al nuovo corpo ospitante.

Tra pochi giorni, garantiscono i medici, la 37enne veronese potrà tornare a muovere il ginocchio in maniera passiva, mentre occorreranno alcuni mesi di fisioterapia per il recupero integrale delle facoltà motorie lesionate, ma non vi è dubbio che in virtù di un destino stranamente benevolo, la paziente agevolerà il compito degli specialisti destinati a seguire il suo recupero, portando la sua lunga esperienza in materia come esempio sul quale lavorare.

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