Federazione Sindacati Indipendenti

Ospedale Varese: le due facce della medaglia

La denuncia arriva da Antonio Negro, segretario del sindacato FSI che alza il tiro. «Il trend è positivo, ma i risultati sono ottenuti sfruttando al massimo gli operatori»

GALLARATE – L’azienda ospedaliera di Gallarate mostra dati positivi, un trend in crescita di pazienti ordinari e in day hospital dimessi quest’anno rispetto all’anno scorso (17.296 contro i 17.061 del 2013) e anche le prestazioni ambulatoriali fanno entrare più soldi nelle casse dell’azienda diretta da Humberto Pontoni.

«È merito del sacrificio e della professionalità di tutti gli operatori se sono state recuperate le perdite degli anni passati», commenta Antonio Negro, segretario del sindacato FSI. «Eppure i bei numeri che il direttore generale sbandiera vengono ottenuti con sempre meno personale, a scapito della salute di chi opera ormai sotto stress nei presidi dell’azienda Sant’Antonio Abate».

Già tre anni fa la FSI lamentava una carenza quasi cronica di personale, in particolar modo infermieri, ma anche Os, il personale che assicura ai pazienti un’assistenza alberghiera. «Il più delle volte si lavora sotto i minimi di sciopero nel comparto. Quasi sempre, di notte, sono in turno un infermiere e un Os per 20-25 pazienti. Il personale è stressato e stanco, costretto a straordinari che neanche vengono pagati o recuperati».

Il dito puntato è di quelli che non si possono certo ignorare. «Non basta dire che la Regione non consente assunzioni. Non si può continuare in questo modo, ne va della qualità dell’azienda ospedaliera. Il direttore Pontoni non sta facendo nulla per il personale», incalza Negro. La corda è ormai troppo tirata secondo il sindacalista che annota l’aumento dei singoli lavoratori che si rivolgono alla medicina del lavoro per lo stress psicofisico al quale sono sottoposti. «L’azienda dovrebbe attivare procedure, farsene carico e invece fa orecchie da mercante. Il Sant’Antonio Abate è la prima azienda ospedaliera in provincia di Varese per ricorsi all’Asl contro la medicina del lavoro ospedaliera che non riconosce i loro problemi e anche per ricorsi vinti».

E la politica, che fa? Negro domanda che fine farà l’azienda gallaratese: «Resterà tale o diventerà un semplice presidio?» L’interrogativo è rivolto ai consiglieri regionali della provincia di Varese perché vigilino: «Quello di Gallarate è un problema unico nel panorama provinciale. Perché l’assessore regionale alla Sanità Mantovani non fa un blitz anche a Gallarate?»

Dunque non basta sfoggiare dati positivi, secondo Negro: «Il direttore generale Pontoni dovrebbe fare un confronto non con il 2013 ma con il 2011, ossia con la gestione di chi l’ha preceduto, la dottoressa Cantù».

Non è insomma tutto oro ciò che luccica. E per segnalare un esempio di spreco di risorse, il segretario provinciale dell’FSI cita la recente mobilità interna avvenuta a Gallarate per un coordinatore al Pronto Soccorso: «Serviva personale in turnistica, non un secondo coordinatore. Su questa mobilità ci siamo rivolti al responsabile aziendale e all’autorità nazionale anticorruzione», evidenzia Negro.

Alessandra Pedroni
laprovinciadivarese.it