Federazione Sindacati Indipendenti

Milano, il Trivulzio prova a ripartire: tutti i poteri a Sileo. Obiettivo la fusione con il Golgi

La svolta per il Pio Albergo Trivulzio arriva a ridosso di Capodanno. Con la giunta regionale che ha deliberato, su proposta della commissione tecnica competente, la nomina del commissario. È Claudio Vito Sileo, 53 anni, attuale direttore sociale dell’Asl di Milano. «Rimarrà in carica tre mesi — spiega il governatore Roberto Maroni — il tempo necessario per nominare i nuovi organi di gestione. Ha anche l’incarico di fare una valutazione entro gennaio sull’utilità e opportunità della fusione con l’altro istituto, il Golgi Redaelli». La relazione del commissario sarà consegnata entro la fine di gennaio e dopodiché «decideremo se questa fusione si farà. Ci sono opinioni diverse su questo e voglio capire se sarà utile soprattutto per i cittadini milanesi e lombardi», aggiunge il presidente della Regione.

La nomina di Sileo trova il favore di Palazzo Marino, e del resto la scelta era stata prima concordata tra le parti. «Una decisione condivisibile — commenta l’assessore alla Politiche sociali Pierfrancesco Majorino — La scommessa di portare definitivamente il Pat fuori dalle sue difficoltà è da giocare insieme facendo squadra su questo obiettivo». Il sindaco e il governatore, una settimana fa, avevano optato per il commissariamento lampo. Del resto, dopo le dimissioni di tutto il consiglio d’amministrazione annunciate il 12 dicembre scorso, era impossibile lasciare la Baggina senza una guida in una situazione di forte tensione interna. Anche perché Maroni deve ancora fronteggiare la spaccatura in casa propria, con la Lega favorevole alla megafusione ma Forza Italia fieramente contraria.

Soddisfatta l’opposizione in Consiglio regionale. «Ottimo segnale che Comune e Regione stiano lavorando nella stessa direzione per risolvere i problemi del Pat — dice Lucia Castellano del Patto civico — . Con la nomina del nuovo commissario finalmente si abbandonano le polemiche e si comincia a lavorare insieme su un servizio essenziale alla città. E quanto alla fusione, siamo d’accordo perché crea sinergia in un servizio di welfare così delicato e complesso». Per il Pd è stata fatta una «scelta opportuna e appropriata».

milano.repubblica.it