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Scandalo del sangue infetto: dopo più di vent’anni la prima udienza

Per quel sangue infetto, decine di migliaia di persone sono state contagiate dal virus dell’AIDS o dell’epatite C, si dice circa 80mila; e molte di quelle persone, “colpevoli” solo di aver avuto bisogno di una trasfusione di sangue, poi sono morte. Quel sangue infetto non doveva essere utilizzato: lo aveva espressamente raccomandato una precisa prescrizione dell’Unione Europea, bellamente ignorata. Quel sangue infetto doveva essere distrutto; al contrario, grazie a una sorta di “moratoria” quel sangue, e i cosiddetti farmaci emoderivati, sono stati messi in commercio.

È una brutta storia, questa del sangue infetto, che risale alla fine degli anni Ottanta, e che vede coinvolte una decina di persone; tra loro anche Duilio Poggiolini, lo ricordate? Era l’ex direttore del Servizio Farmaceutico Nazionale, lo chiamavano “Il re Mida della Sanità”. Iscritto alla P2, già coinvolto in una storia di tangenti da parte di case farmaceutiche che venivano favorite, lui e la moglie Pier Maria accumulano una quantità enorme di denaro, gioielli, quadri, oggetti preziosi; quando gli perquisiscono l’abitazione, gli trovano tutto questo patrimonio sparso ovunque, nascosto in cassetti, piccoli caveau ricavati in intercapedini, dentro i divani, i materassi, perfino dentro i pouf; per catalogare tutto il tesoro sono necessarie dodici ore.

Una storia, questa del sangue infetto, contrassegnata da una sconcertante catena di lentezze e ritardi, uno scandalo dentro lo scandalo: l’indagine comincia a Napoli, gli atti poi passano a Roma, finiscono a Trento, ritornano infine a Napoli. Anni e anni persi nei labirinti dei cavilli giudiziari, nel palleggiamento delle competenze territoriali, negli inghippi burocratici. Finalmente il 5 gennaio il caso approda, per la prima udienza dinanzi al giudice monocratico di Napoli.

E che cosa accade? Ancora eccezioni, ancora inghippi, ancora difetti di notifiche: “…Verificheremo la correttezza, spero, delle notifiche alle parti offese residuali, e affronteremo le questioni che abbiamo accennato…buona giornata…”, dice sconsolato il giudice costretto a prendere atto del nuovo stop del processo. Tutto rinviato al prossimo 27 aprile.

Ci sono stati risarcimenti, ammesso che una vita e la salute irrimediabilmente compromessa possa essere risarcita da una somma di denaro? Sì: meno di mille; in migliaia invece sono ancora in attesa. Il presidente del Consiglio, i ministri della Giustizia o della Sanità hanno niente da dire?

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