Federazione Sindacati Indipendenti

Medicina, restano i test d’ingresso. “Giannini: “Tornando indietro, meno garanzie per la qualità”

ROMA – Il ministro dell’Istruzione non toglie i test di accesso alla facoltà universitaria di Medicina, rinuncia alla sua idea di concorso alla francese nel corso del primo anno di studi piegandosi alla volontà del Pd (rappresentata nel governo dal neosottosegretario Davide Faraone), a quella del ministro della Salute Beatrice Lorenzin e alle pressioni dei rettori d’ateneo più influenti.

Alle commissioni Cultura e Affari sociali riunite Stefania Giannini ha detto: “Per l’accesso al corso di medicina manterremo l’accesso programmato, tornando indietro non garantiremmo più quella qualità formativa che ci invidiano nel mondo”. Quindi, ha assicurato: “Per risolvere il problema del sovraffollamento ai corsi organizzeremo test di orientamento nelle scuole, prove di autovalutazione che definirei diagnostiche per gli studenti. Poi renderemo il test d’ingresso alla facoltà più qualificato, sfrondandolo delle anomalie esistenti adesso”. La Giannini si riferisce alle domande troppo generiche, nelle scorse stagioni spesso anticipate dagli studenti più scaltri.

Il prossimo test d’ingresso si terrà nei primi dieci giorni del prossimo settembre, “auspicabilmente anticipato da una preparazione più mirata alle prove che gli atenei si sono detti disponibili a organizzare”. Parallelamente, nelle scuole superiori partiranno test di autovalutazione per i ragazzi che stanno scegliendo il loro percorso universitario: “Queste prove consentiranno a uno studente, a seconda del punteggio che ottiene, di capire se avrà chance di successo nella facoltà scelta”.

Il ministro si è impegnato ad aumentare le borse di studio per gli specializzandi di Medicina in modo diretto, “con lo sforzo del Miur di concerto con i fondi del ministero dell’Economia”. E in modo indiretto, “con l’intesa nel Patto per la Salute dove stiamo concordando un’azione con il ministro Lorenzin”. Oggi, a fronte di 8.000 posti per le specializzazioni, sono state erogate 5.500 borse: “Occorre uno strumento per aumentare le borse di studio in base al fabbisogno degli specializzandi e garantire che l’attuale imbuto cominci a prendere la forma di un cilindro” evitando la differenza tra numero di laureati e numero delle borse.

Il gruppo di lavoro che si è insediato al ministero ed è guidato dal presidente del Cun, Andrea Lenzi, ha consegnato al ministro una proposta di revisione delle scuole di specializzazione, l’anticamera alla professione medica. L’obiettivo è di confermare un anno in meno per la specializzazione e lavorare per la riduzione del numero con un accorpamento per tre aree di studio.

Il ministro Stefano Giannini a termine dell’audizione ha mostrato di aver rinunciato controvoglia alla sua idea di selezione “alla francese”, dicendo a margine: “Non dobbiamo precluderci la possibilità di riflettere su quel tipo di selezione quando e se avremmo ricondotto la domanda di Medicina a numeri ragionevoli. Oggi 90 mila ragazzi su 220 mila matricole vogliono fare i medici, francamente un numero elevato”.

repubblica.it