Federazione Sindacati Indipendenti

S. Camillo, caos al pronto soccorso FSI: «Centinaia di persone accalcate in uno spazio ristretto in attesa di cure»

L’ospedale San Camillo di Roma è «in stato confusionale, dal punto di vista della funzionalità organizzativa». Lo sottolinea Giovanni Ronchi, segretario territoriale di Roma della Fsi (Federazione sindacati indipendenti), affermando in una nota che «le evidenti e conosciute problematiche legate al pronto soccorso del San Camillo, tempi di attesa lunghissimi per i codici verdi, con centinaia di persone accalcate in uno spazio limitato, personale infermieristico e medico preso a male parole e aggredito fisicamente mentre lavora tra mille difficoltà, carenza di posti letto nell’azienda che non permette un rapido ricovero per coloro che hanno questa necessità e il protrarsi delle lunghe liste d’attesa per gli interventi in elezione, ci fanno capire il momento insostenibile che si vive in quest’azienda sanitaria tra le più importanti e qualificate del Lazio».

A queste si aggiungono «le grandi difficoltà che tutto il personale sta vivendo con gli accorpamenti dei reparti, spesso frutto illogico dell’emergenza. Noi ci domandiamo – prosegue il sindacalista – per quale motivo l’ospedale Forlanini sia stato dismesso completamente, quando era necessario trovare spazi vitali». In questo quadro di denuncia si inserisce anche la carenza di medici anestesisti-rianimatori «che al San Camillo si trascina da anni»: lo dichiara Michel Emi Maritato, presidente dell’associazione Assotutela. «Da anni scarseggiano queste figure professionali nel nosocomio sulla Gianicolense, ma nessuno ha mai preso in seria considerazione il problema – aggiunge Maritato – sebbene gli anestesisti-rianimatori siano fondamentali per gli interventi chirurgici. Non ci si venga quindi a dire che è colpa del piano di rientro, del blocco delle assunzioni, delle dottoresse assenti per maternità».

A rispondere in linea generale sulla situazione dei pronto soccorso degli ospedali romani è la Regione Lazio che in una nota precisa: «Il trend di accessi ai pronto soccorso della rete ospedaliera si conferma in costante decrescita, mentre aumentano i casi complessi. Negli ultimi quattro anni gli accessi sono diminuiti del 5.7% passando da un 1.909.497 del 2010 a 1.800.083 del 2014.

La situazione dei pronto soccorso di Roma – aggiunge – è costantemente monitorata ma risente in questi giorni, così come in tutta Italia, della concomitanza di diversi fattori tra cui quelli legati all’epidemia influenzale. Domani (oggi ndr) mattina è stata convocata una riunione di tutti i Dg delle Asl e delle Aziende ospedaliere romane per esaminare la situazione e capire se si stanno attuando in modo adeguato le disposizioni già emanate dalla Regione nel decalogo definito lo scorso anno».

«Alle ore 14 di oggi (ieri ndr) i pazienti trattati in tutte le strutture sede di pronto soccorso a Roma erano 1.240 di cui solo il 29% con codice rosso e giallo ossia di coloro che hanno un effettivo bisogno dei servizi di emergenza, il restante 71% è composto da codici verdi e bianchi».

Francesca Mariani
iltempo.it